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Cronaca

Pordenone: sanzionati 9 cittadini macedoni per aver violato il divieto di ingresso

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Considerato l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, l’incremento dei casi sul territorio nazionale e le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico, sono stati intensificati i controlli dei soggetti provenienti da paesi esteri, in particolare Kosovo, Montenegro, Serbia, Macedonia, Bosnia Erzegovina, Moldavia, Armenia, per i quali vige il divieto di ingresso nel territorio nazionale.

Nella mattinata  di giovedì 13 agosto 2020, nel corso di mirati controlli,  una pattuglia della Sezione Polizia Stradale di Pordenone ha fermato un mezzo adibito al trasporto di persone che percorreva il tratto dell’autostrada A/28 nel comune di Porcia (PN) diretta verso Conegliano (TV).

Dal controllo è risultato che i nove occupanti, tutti di nazionalità macedone, erano entrati in Italia nella mattinata, provenienti da Kumanovo in Macedonia per recarsi in Alto Adige per la raccolta di mele, il tutto in violazione al divieto di ingresso sul territorio nazionale disposto dall’art. 4 comma 2 del DPCM 7 agosto 2020.

Ultimati gli accertamenti i nove sono stati condotti presso gli uffici della Sezione Polizia Stradale di Pordenone per la contestazione del caso ai sensi dell’art. 4 del d.l. 19/2020 ed immediatamente allontanati dal territorio nazionale con l’intimazione di non farvi rientro sino alla cessazione del divieto.

Cronaca

Il cordoglio per la scomparsa del padre del Presidente della Regione FVG Fedriga

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L’Udinese Calcio e la Famiglia Pozzo si stringono al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga per la scomparsa del padre Maurizio esprimendo le più sentite condoglianze al governatore e alla sua famiglia.

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Cronaca

Il contagio a scuola spinge il FVG in zona rossa

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Il contagio continua a dilagare tra i giovani e rischia di portare con sé la zona rossa: a rimarcarlo oggi è stato anche il governatore, Massimiliano Fedriga, che ha fatto presente come si noti un aumento dei casi nella fascia d’età 11-24 anni, meno coinvolti nelle altre ondate. “È la ragione della scelta della didattica a distanza per medie e superiori. È chiaro però che se dovesse arrivare la zona rossa rischiamo di dover chiudere, come prevede il Dpcm, anche le scuole di grado più basso”, ha concluso il presidente, a fronte di dati che sono sempre molto preoccupanti soprattutto nelle ex province di Udine e Gorizia. Tra gli ultimi provvedimenti presi, la chiusura nel capoluogo isontino a tempo per ora indeterminato del nido “il giardino incantato” di via Pasubio. E mentre da parte della Flc Cgil arriva una forte critica sul ritorno in didattica a distanza di tutte le scuole medie e superiori, scelta secondo il sindacato mai discussa e condivisa, sulla questione scuole è intervenuto oggi anche il vice governatore, Riccardo Riccardi.

Oggi intanto i nuovi contagi sono 415, messi in luce grazie a 3.546 test, tra molecolari e rapidi antigenici. La percentuale di positività balza così al 12,8 per cento. I nuovi decessi sono 19, così il totale di coloro che non ce l’hanno fatta a causa del covid sale a 2.929. Dieci più di ieri sono i ricoveri ordinari, quindi in totale 457, mentre le terapie intensive salgono di una unità a 58.

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Cronaca

Riccardi: “Dosi e regole vaccini, vincoli per fragilità”

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“Vorremmo poter allargare la campagna d’immunizzazione anti-Covid ai soggetti estremamente fragili,
agli immunodepressi, all’area della vulnerabilità ma dobbiamo fare i conti, allo stato attuale, con le regole previste dal piano nazionale e con la mancanza di dosi vaccinali che non dipendono dalla Regione. L’Amministrazione regionale ha già stabilito, derogando dalle linee nazionali, di prevedere tra le categorie prioritarie da sottoporre a vaccinazione nella fase 2, le persone con disabilità accolte nei servizi residenziali e semiresidenziali. Per altre categorie dobbiamo attenerci non solo alla disponibilità dei vaccini ma a quanto previsto dal piano nazionale che siamo tenuti ad adottare rispettando le priorità in esso contenute”.

Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante l’incontro in videoconferenza con i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil volto ad approfondire le linee di gestione 2020-2021 delle Aziende sanitarie e il piano vaccinale.

“Abbiamo derogato al decreto nazionale vaccinando i disabili in struttura e se avessimo dovuto aspettare le indicazioni previste nel piano nazionale avremo dovuto completare l’immunizzazione per
gli over 80 che, ricordo, sono stati definiti come la categoria più a rischio” ha rimarcato Riccardi ribadendo l’impossibilità attuale di poter vaccinare tutti. “Possiamo lavorare solo sui vaccini disponibili e sulle regole con una campagna vaccinale condizionata dalle disponibilità delle dosi che ci vengono
assegnate su base settimanale e di cui apprendiamo le quantità solo qualche giorno prima della consegna. E’ su queste basi che riusciamo a fare la programmazione”.

Riccardi non ha nascosto la preoccupazione per l’incremento del contagio su tutto il Paese e per la pressione sulle strutture ospedaliere: “il personale sanitario non si contagia più, ed è uno dei risultati della campagna vaccinale accanto al crollo dei contagi nelle case di riposo, ma  lavora con la fatica di un anno molto duro alle spalle”.

Quanto al tema delle risorse per il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia sollevato dai sindacati, Riccardi ha informato su come esse siano state implementate rispetto a quelle previste
dalla legge di bilancio di previsione dello scorso anno e “ne verificheremo l’andamento per coprire con l’assestamento di bilancio ulteriori necessità”. Ha poi condiviso la preoccupazione espressa anche dalle parti sindacali sulla necessità di valorizza i dipartimenti di prevenzione.

Sul punto il vicegovernatore ha sottolineato l’importanza di ridare a queste ultime strutture un ruolo centrale perchè trascurate per troppi anni, ed ha poi specificato la necessità di declinare le attività di programmazione negli atti aziendali. Riccardi ha anche auspicato di poter trovare un accordo con i
medici di medicina generale.

Quanto ai vaccini, dall’inizio della campagna, 72 giorni fa, sono state quasi 134.000 le dosi somministrate, 80.000 persone hanno completato il ciclo con la doppia inoculazione mentre sono 54.000 le prime somministrazioni. La campagna vaccinale sul personale sanitario delle Aziende e sul personale delle strutture per anziani e loro ospiti, ad oggi, registra 42.000 dosi al personale
sanitario su 45.000 prenotazioni e mostra percentuali diverse: 97% di chi si è prenotato per i sanitari e l’84% per il personale non sanitario.

Sono stati 7.500 gli ospiti delle case di risposo che hanno ricevuto il vaccino. Con Pfizer e Moderna, dal 15 febbraio scorso è iniziata l’attività di inoculazione anche per gli over 80: si sono prenotati 70mila anziani e, di questi, a quasi 30mila è stata somministrata la prima dose di vaccino.

Il dato di ieri sulle vaccinazioni con Astrazenca ha visto, su 24.000 richieste del personale scolastico, 10.700 persone vaccinate (46% di chi ne ha fatto richiesta), mentre per le Forze di polizia i vaccinati sono 3.700 su 4000 richieste. Infine è in corso un accordo sull’immunizzazione delle Forze armate con
l’Esercito.

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