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Cronaca

Attentato in Congo: il XIII Battaglione piange un altro morto

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Era originario di Sannino, in provincia di Latina, ma dal 2016 era in forze al 13^ Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia di Gorizia, Vittorio Iacovacci, il militare rimasto ucciso in un attacco avvenuto questa mattina contro il convoglio delle Nazioni Unite nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. Nell’agguato è morto anche l’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Da quanto si apprende il carabiniere è morto sul colpo, primo bersaglio di chi ha fatto fuoco. Il militare avrebbe fatto 31 anni il mese prossimo, a marzo ed era in servizio al battaglione Gorizia dal 2016 e dal settembre 2020 era in servizio presso l’ambasciata italiana del paese africano. In passato aveva prestato servizio anche alla Folgore. La matrice dell’attacco, non ancora rivendicato, non è ancora chiara. Tra le prime ipotesi c’è quella di un fallito rapimento ad opera di sconosciuti, forse i ribelli ruandesi degli Hutu. L’attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane) presso la cittadina di Kanyamahoro. Il commando terroristico avrebbe utilizzato armi leggere colpendo l’autovettura che faceva parte di in un convoglio del World Food Programme, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. L’autista del mezzo è la terza vittima. L’ambasciatore invece secondo quanto emerso è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco all’addome ed è arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche. La regione del Nord-Kivu è teatro dell’azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati. Messaggi di cordoglio sono arrivati dal presidente della Repubblica Mattarella, dal ministro degli esteri Di Maio e dal governatore del Fvg Fedriga. Dalla sede del Reggimento non è stata per ora rilasciata alcuna dichiarazione. Il comandante non è in sede ed è in stretto contatto con il Comando generale dell’Arma, le autorità diplomatiche e i familiari dello scomparso.  Grande dolore è stato espresso dai commilitoni che non hanno voluto aggiungere altri commenti nel rispetto dei congiunti che da poco sono stati avvisati della tragedia. Il reggimento isontino nel novembre 2003, fu duramente segnato dall’attentato di Nassirya in Iraq quando fu attaccata la base dell’esercito italiano impegnata in missione di pace, con 28 persone rimaste uccise, 19 caduti fra cui 12 carabinieri e tre di loro, il maresciallo Daniele Ghione, il vicebrigadiere Ivan Ghitti, l’appuntato Andrea Filippa erano inquadrati proprio nelle file del XIII Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia.

Cronaca

8 marzo, Lega: “per emancipazione femminile c’è ancora molto da fare”

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“La ricorrenza dell’8 marzo è il simbolo che unisce tutte le donne italiane che attraverso le loro esperienze, azioni ed esempi in famiglia, nel lavoro, nel volontariato e nelle istituzioni, hanno contribuito a costruire l’Italia di oggi e quotidianamente continuano a sostenere lo sviluppo della nostra società e della nazione”.

Lo afferma in una nota il Gruppo della Lega in Consiglio regionale, in riferimento alla Giornata internazionale dei diritti della donna.

“Per traguardare la parità di genere – prosegue la nota del Carroccio – non basta proclamarsi progressisti a parole e non esserlo nei fatti. Occorre garantire concretamente a chiunque le stesse opportunità, valorizzando competenze, serietà e impegno, prima ancora di considerare freddi rapporti numerici”.

“In occasione di questa importante ricorrenza – concludono gli esponenti regionali della Lega – rivolgiamo un pensiero a tutte le donne vittime di violenza e femminicidio. Rimarchiamo, infine,
che il mancato rispetto della donna è inconcepibile e inconciliabile con i principi cardine della nostra società libera, democratica, occidentale e moderna”.

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Cronaca

Serio infortunio per un ciclista tra Dardago e Piancavallo

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È caduto impattando sull’asfalto mentre scendeva in sella alla bici lungo la cosiddetta “Venezia delle nevi”, la strada che congiunge Dardago a Piancavallo, procurandosi traumi alla testa e al torace. Un ciclista di Porcia è stato velocemente raggiunto da sette soccorritori della stazione di Pordenone del Soccorso Alpino attivati dalla Sores – a chiamare il Nue112 è stato un altro escursionista che stava percorrendo la stessa strada- che sul posto gli hanno prestato i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza con il personale sanitario. L’uomo è stato ricoverato all’ospedale di Pordenone.

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Cronaca

Malore sul Monte Valinis: uomo recuperato dall’elisoccorso

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Un escursionista di 59 anni è stato soccorso tra le 12.30 e le 14.30 presso il monte Valinis e recuperato dall’elisoccorso regionale a seguito di un malore. L’uomo, di Fontanafredda, si trovava assieme alla moglie e ad altri escursionisti quando si è sentito male. I compagni di escursione gli hanno praticato il massaggio cardiaco guidati al telefono dalla Sores finché non è arrivato l’elicottero. Nel frattempo le squadre di terra della stazione di Maniago del Soccorso Alpino si sono movimentate a piedi per raggiungere la quota di circa 700 metri dove l’uomo si trovava e dar supporto all’elisoccorso. L’elicottero ha potuto sbarcare l’equipe medico tecnica nelle vicinanze e recuperare a bordo la persona che nel frattempo era nuovamente cosciente ma comunque in serie condizioni di salute.
La moglie dell’escursionista è stata accompagnata a valle dai Vigili del Fuoco.

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