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Economia

Ue, Zilli: “Fvg si conferma al vertice su programmazione Por Fesr”

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Su un piano finanziario da 230 milioni di euro della Programmazione Por Fesr 2014-20 la Regione ha attivato risorse per 306 milioni circa, cioè il 132%, con un impegno monitorato pari al 103,46%, mentre i pagamenti controllati sono pari al 64,74% e quelli certificati al 57,09%.

Sono i dati più importanti evidenziati alla I Commissione consiliare dall’assessore regione alle Finanze e programmazione europea Barbara Zilli in merito alla spesa certificata (aggiornata al 31 dicembre 2020) e impegni e pagamenti (aggiornati alla settimana scorsa) della Programmazione Por Fesr 2014-20.

“Il Friuli Venezia Giulia si conferma leader nella Programmazione Por-Fesr, un primato – ha commentato Zilli – che è stato mantenuto anche nel settennato in chiusura – visto che la Regione si colloca seconda in Italia, preceduta solo dall’Emilia Romagna. La soddisfazione è quindi molta e sprona la Regione a essere ancora più virtuosa e responsabile nella programmazione futura”.

“La programmazione europea – ha premesso Zilli all’inizio del suo intervento – risente delle novità legate al nuovo scenario politico: da una parte l’approvazione del Recovery Plan e dall’altra l’opportunità richiesta dal nuovo esecutivo Draghi di rivedere il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). In questo quadro la nostra Regione, come tutte le altre, si trova in una fase di sospensione, in attesa delle nuove linee governative. Il precedente Governo aveva chiesto di trasmettere la lista delle
progettualità entro novembre, indicazione che il Friuli Venezia Giulia ha prontamente accolto. Concordemente tutte le Regioni, che hanno lamentato l’assenza del coinvolgimento da parte del
secondo governo Conte, hanno richiesto che sia individuato un loro ruolo nella fase decisionale sulle opere di investimento e di venire a conoscenza del perimetro finanziario a disposizione.
Di fatto, si è assistito ad una apertura di questo nuovo esecutivo nel coinvolgimento delle autonomie territoriali: i prossimi giorni – rende noto l’assessore – saranno cruciali”.

L’assessore Zilli ha quindi aggiunto che “come accordato in Commissione avremo modo di confrontarci con i consiglieri anche sulle proposte che vorranno offrire ai tavoli di partenariato, intervenendo nelle commissioni di merito. Si tratta di un percorso condiviso che riteniamo d’obbligo in un momento
particolare come quello che stiamo vivendo”.

“Per la programmazione 21-27 – ha sottolineato ancora Zilli, rispondendo alle domande dei consiglieri – l’Amministrazione regionale sta lavorando sia alla predisposizione di misure di semplificazione per la rendicontazione dei progetti, che saranno particolarmente utili per lo sgravio degli oneri amministrativi
dei beneficiari, sia per garantire il sostegno tecnico necessario affinché i comuni della regione, che sono in buona parte di piccole dimensioni, possano attingere alle opportunità della programmazione europea. La direzione è quella che va verso una proposta organica e condivisa. Questo momento straordinario metterà a disposizione ingenti risorse, provenienti dal Recovery Plan, dagli strumenti europei, ai quali si affianca la disponibilità finanziaria della Regione. Saper accogliere questa
sfida – ha concluso Zilli – è dovere di tutti per garantire investimenti e crescita”.

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Economia

Provvedimento ristori Fvg, Confesercenti: “una boccata d’ossigeno”

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Il provvedimento ristori approvato oggi in via preliminare dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, «rappresenta una boccata d’ossigeno per le attività come bar e ristoranti e per tutto il comparto del turismo, che sono oramai allo stremo», ha precisato Marco Zoratti, vice presidente regionale di Confesercenti. Con l’auspicio che la delibera venga approvata in via definitiva nei prossimi giorni, va ricordato che «la tempestività nel versamento dei ristori è fondamentale, perché le perdite sono ingenti, e il saldo, nonostante gli aiuti, resta negativo». Detto questo, «la velocità con cui la Giunta regionale si è mossa a supporto degli operatori economici dimostra, ancora una volta, come sia stata ben compresa la grande difficoltà in cui versano molte categorie a causa del perdurare delle chiusure imposte dell’emergenza sanitaria».

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Economia

Imprese femminili, calano di più nel 2020 e richiedono maggiore formazione al digitale

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In Friuli Venezia Giulia ci sono 22.570 imprese femminili registrate, il 22,3% delle 101.220 registrate nel complesso, percentuale che pone la regione leggermente (ma anche stabilmente nel tempo) sopra la media italiana, pari al 22%. Numeri che il Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha registrato appurando, nel confronto con gli anni precedenti, una generale tendenza al calo – come sta avvenendo in generale per tutte le imprese –, ma acuitasi in modo significativo proprio nel 2020, con l’unica eccezione di Trieste, che mantiene i numeri più costanti e spesso registra segni più.
Se in Fvg il calo dal 2015 a oggi era sempre piuttosto contenuto, tra il 2019 e il 2020 la regione ha perso addirittura 339 imprese femminili, un calo riscontrato anche in generale nel Nordest e in Italia. E un calo che ha riguardato le imprese femminili in modo più forte: se le imprese in generale sono calate dello 0,6%, prendendo la sola componente femminile il calo è dell’1,5%, segno che l’emergenza ha pesato soprattutto sull’attività imprenditoriale delle donne. Nel 2020 sono nate 1.093 nuove imprese femminili in Friuli Venezia Giulia, 405 in meno rispetto a quelle nate nel 2019. E in netta diminuzione rispetto al 2019 sono state soprattutto le iscrizioni nel settore servizi di ospitalità e turismo, comparto che ha subito i colpi più pesanti dall’emergenza Covid – e a tasso di femminilizzazione più alto. Riguardo alle imprese attive, infatti, circa un quarto delle imprese femminili (23%, cioè 4.706 aziende) opera nel commercio, il 18% appartiene al primario (in particolare agricoltura), il 18,8% ai servizi alle famiglie (istruzione, sanità e assistenza sociale…), il 17% ai servizi alle imprese (trasporti, informazione e comunicazione, attività immobiliari, attività professionali …), il 7% all’industria.

Le imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia sono invece 20.462 e la provincia Udine ne ha il 48,8%, Pordenone il 25,4%, Gorizia il 10,1% e Trieste il 15,7%.

Si tratta di imprese con natura giuridica prevalente di “Impresa individuale”, ciò anche «collegato in parte al fenomeno dell’autoimpiego – spiegano al Centro Studi –, in risposta alla necessità di trovare uno sbocco occupazionale, soprattutto per chi ha perso un lavoro oppure è precaria». Da segnalare però un deciso aumento della presenza femminile nelle società più strutturate. Se la crescita delle società di capitale nel complesso dell’economia Fvg è del 10,9%, la componente femminile registra una crescita del 19,2% tra 2015 e 2020 ed è evidente anche in termini di cariche (+8,4%) e, più nello specifico, di qualifiche (+11,3%).

Secondo un recente sondaggio effettuato da Eurochambres Women Network (il coordinamento permanente presso l’associazione delle Camere di commercio europee dedicato all’imprenditoria femminile) e diffuso da Unioncamere, realizzato fra 500 imprenditrici di 20 Paesi, in Italia come nel resto di Europa le donne imprenditrici chiedono soprattutto quattro tipologie di intervento: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all’occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia ma assicurino un trasformazione duratura del business. 

Il sondaggio, al quale ha contribuito anche Unioncamere con il supporto della rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio, mostra che per la metà del campione la pandemia ha avuto un impatto da forte a pesante sull’equilibrio vita-lavoro. Le donne, inoltre, si sentono impreparate al digitale e per questo vorrebbero poter accrescere le proprie competenze. Oltre il 70% delle imprese che ha risposto al questionario non aveva alcuna presenza online per la vendita di prodotti o servizi prima dell’emergenza sanitaria e il 46% si è affacciato alla “rete” proprio a causa della pandemia. La stragrande maggioranza si è trovata impreparata di fronte all’evoluzione digitale, dichiarando esplicitamente di aver intrapreso questa trasformazione con poca (52%) o addirittura nessuna (25%) competenza specifica. «Un fatto che come Camera di Commercio di Pn-Ud abbiamo sentito in prima battuta – spiega il presidente camerale Giovanni Da Pozzo – e a cui abbiamo voluto dare immediata risposta anche con un’importante azione messa in campo dal nostro Comitato imprenditoria femminile, che ha riscosso un buon successo e che aprirà la strada a nuove iniziative nel tempo». La Camera, tramite il Comitato, in pieno lockdown ha messo in campo un ciclo di webinar rivolti specificamente alle imprenditrici per aiutarle a gestire gli aspetti pratici della realtà d’impresa in situazioni di contenimento, ma anche dper offrire loro vera e propria formazione al digitale. «Seminari online – ribadisce Cécile Vandenheede, presidente del Comitato che rappresenta le imprenditrici di oltre 20 settori produttivi di Udine e Pordenone – che hanno ottenuto subito una buona risposta e che hanno aiutato molte a fare il necessario “salto” verso il digitale, affiancandolo all’attività tradizionale e rafforzandola. Un’azione che sicuramente ci vedrà in campo con nuove iniziative».

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Economia

FVG: a 18 marzo ristori da 500 a 10mila euro ad attività in crisi

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“Di fronte a questo ulteriore sforzo richiesto ai cittadini e alle imprese la Regione non poteva far mancare il proprio immediato supporto. Il provvedimento ristori approvato oggi in via preliminare dalla Giunta regionale tiene conto, per bar e ristoranti, delle diverse limitazioni attualmente imposte alle province di Udine e Gorizia rispetto a Pordenone e Trieste, differenziando gli importi. È evidente però che qualora il ministero della Salute decretasse la zona arancione per tutto il Friuli Venezia Giulia i ristori saranno adeguati per l’intero territorio regionale”.

L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha commentato così il provvedimento approvato stamattina in via preliminare dalla Giunta, mettendo subito in evidenza che si tratta di una misura suscettibile di ulteriori modifiche in considerazione del mutevole quadro di rischio del contagio da Covid. La delibera sarà approvata in via definitiva “soltanto dopo l’ulteriore importante passaggio all’esame della competente commissione consiliare che si riunirà martedì 9
marzo”, ha ricordato l’assessore.

Il provvedimento si incardina sulla LR 1/2021 che prevede l’attivazione di ulteriori contributi a favore degli operatori economici e può contare su una dotazione finanziaria di 21,4 milioni di euro.

I beneficiari del contributo sono soggetti che, in conseguenza del perdurare della situazione pandemica e dei conseguenti provvedimenti di restrizione o chiusura delle attività, hanno subito una perdita del fatturato uguale o superiore al 20 per cento confrontando l’importo medio mensile del fatturato al 31
dicembre 2019 con l’importo medio mensile del fatturato al 31 dicembre 2020. I soggetti beneficiari devono avere sede legale o sede secondaria o unità locale in Friuli Venezia Giulia ed essere iscritti al registro delle imprese (tranne che per guide turistiche, bed and breakfast e maestri di sci, per i quali
valgono le iscrizioni ai rispettivi albi o elenchi riconosciuti dalla Regione).

Gli importi variano a seconda delle categorie individuate con i codici Ateco. In generale (per l’elenco si rinvia al file allegato), a commercio al dettaglio e commercio ambulante vanno 1000 euro; ad agenti e rappresentanti di commercio dell’alimentare e tessile vanno 500 euro; a fabbricazione e confezionamento legati all’abbigliamento vanno 700 euro; alla filiera eventi (congressi, matrimoni, cerimonie) vanno contributi tra 700 euro e 1400 euro. Alla filiera del trasporto persone, agenzie viaggio e guide vanno ristori di 700 euro o 4500 euro (l’importo massimo è per agenzie di viaggio e tour operator); per la filiera della pubblicità (che include ad esempio agenzie di pubblicità, servizi di marketing, traduzione e interpretariato) il taglio del contributo è di 700 euro.

Una maggiore specificazione è data alla filiera ho.re.ca (hotellerie-restaurant-café) a cui vanno ristori per importi variabili tra 1000 e 10mila euro. Viene introdotta una differenziazione negli importi per bar e ristoranti a seconda della fascia di rischio di appartenenza. I bar e ristoranti delle province di Udine e Gorizia avranno contributi pari a 2000 euro (bar) e 2500 euro (ristoranti), mentre quelli di Pordenone e
Trieste di 1400 euro (bar) e 1800 euro (ristoranti). Qualora, come specificato da Bini, la regione venisse interamente classificata in zona arancione gli importi verranno uniformati. I ristori più alti nel settore alberghiero sono attribuiti agli alberghi di montagna con una differenziazione in base alla capienza: 4500 euro per alberghi fino a 30 posti letto, 7000 euro per capienza da 31 a 60 posti letto e 10mila euro per capienza superiore ai 60 posti letto. Nel resto della regione, per le medesime fasce di capienza, i ristori riconosciuti agli alberghi sono rispettivamente di 2500 euro, 5000 euro e 8000 euro.

Infine, nel settore sportivo vengono ristorati con 1500 euro i gestori di palestre, piscine e i maestri di sci. Questi ultimi devono risultare iscritti all’albo del Collegio dei maestri di sci per l’anno 2021 e risultare in possesso di uno di questi requisiti: per i soci delle scuole di sci autorizzate avere conseguito un reddito superiore a 2500 euro (si fa riferimento al quadro RH della dichiarazione dei redditi 2020 per il 2019) o,
per i professionisti individuali, essere in possesso di partita IVA nel 2020 e 2021.

Possono presentare domanda le imprese risultanti attive alla data del 23 febbraio 2020 e ancora attive alla data di presentazione della domanda a valere sulla linea contributiva. Le imprese stagionali possono presentare domanda anche se sono nel periodo di inattività.
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 8 del 18 marzo fino alle ore 20 del 29 marzo tramite il sistema Istanze on line a cui si accede dal link pubblicato sul sito istituzionale della Regione, dove si possono scaricare anche i moduli e trovare informazioni e approfondimenti su come compilare
la richiesta.

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