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Economia

Domani mobilitazione dei tassisti: nel 2020 in Fvg persi oltre 11 mln

Redazione

Giornata di mobilitazione a livello nazionale quella di domani per i tassisti, decisi a sostenere con forza le richieste di aiuto economico avanzate al Governo da Confartigianato Taxi assieme alle principali sigle della categoria. Una mobilitazione alla quale aderiscono anche i tassisti Fvg, 375 imprese artigiane che occupano 392 addetti e che nell’anno della pandemia hanno visto contrarsi il fatturato fino a superare, nei periodi peggiori, perdite nell’ordine dell’80%. Sulla base delle risposte date dalle imprese nell’ambito della 30° indagine congiunturale realizzata dall’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine a gennaio 2021 si stima che ogni azienda abbia perso in media 30mila euro di giro d’affari sfiorando in provincia di Udine i 2 milioni di perdite per superare gli 11 milioni in regione.

Su una scala da 1 a 10, la gravità del crollo nel numero di clienti causata dalle restrizioni imposte per arginare la diffusione del Coronavirus è stata giudicata dai tassisti quasi massima, con un dato pari a 9,4 su 10.

Alla luce di questa situazione, tutt’altro che terminata, i ristori del Governo e della Regione hanno certamente aiutato, ma sono non bastati. «Perché senza gente sui treni, senza trasferte di lavoro, senza turismo e con i ristoranti costretti a chiudere presto noi non abbiamo lavoro» denuncia il capocategoria dei tassisti di Confartigianato-Imprese Udine, Sandro Modonutti. «I tassisti stanno pagando e pagheranno in termini non più sostenibili la caduta verticale della domanda dovuta all’emergenza pandemica e ai conseguenti provvedimenti restrittivi. Per questo chiediamo al Governo e in particolare ai ministeri competenti di mettere in campo alcune misure, necessarie se vogliamo che le nostre imprese sopravvivano». 

La categoria chiede in particolare che venga istituito un fondo di 800 milioni di euro per il 2021, che siano sospesi o prorogati i mutui, i leasing e i finanziamenti, che il 2021 e il 2022 siano anni fiscalmente bianchi, (con esonero parziale o totale dai versamenti al fisco) e ancora che sia concessa una semplificazione, da parte dei Comuni, per l’uso dei voucher taxi, che sia istituito un Ecobonus per l’acquisto di vetture elettriche sul modello 110% e infine che sia reintrodotta la detassazione delle accise sui carburanti.

In FVG come detto ci sono 375 imprese artigiane che svolgono attività di tassista con 392 addetti. Il 70,9% di queste ha sede in uno dei quattro capoluoghi provinciali, una percentuale influenzata dal dato di Trieste dove la quota supera il 91%. In provincia di Udine le imprese sono 64 con 68 addetti, 17 sono localizzate nel capoluogo (26,6%), 47 negli altri comuni della provincia.

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Economia

Laminatoio Noghere, AD Danieli Benedetti: “in attesa decisione Metinvest”

Redazione

“Metinvest dovrà decidere, stanno esaminando due o tre siti , di cui due in Italia, e stanno facendo gli studi finali che si pensava fossero pronti all’inizio di settembre, invece ora si pensa che lo saranno all’inizio di ottobre”. Lo ha detto oggi a Udine a margine di un evento Gianpietro Benedetti, presidente e ad della multinazionale Danieli & C. Officine Meccaniche con sede a Buttrio (Udine),attiva nella produzione di impianti siderurgici, facendo il punto sul laminatoio che la Danieli intende realizzare con Metinvest BV nella zona industriale delle Noghere, nel comune di Muggia (Trieste). “Noi come abbiamo interesse a fornire l’impianto, le macchine e la tecnologia, e a farlo al migliore livello possibile così come abbiamo fatto all’Abs con il treno vergella – ha spiegato Benedetti – ma come locazione sono loro che alla fine dovranno decidere. Se lo faranno in Italia, auspicano anche una nostra presenza azionaria, che comunque – ha concluso – io sono disposto a dare solo in minima parte”.

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Economia

Reddito di cittadinanza: ogni neo assunto è costato allo Stato 52 mila euro, il doppio che nel privato

Redazione

Ogni posto di lavoro “creato” con il Reddito di Cittadinanza (RdC) è costato allo Stato almeno 52.000 euro. Oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore del Friuli Venezia Giulia per un operaio a tempo indeterminato full time che, mediamente, costa attorno ai 25 mila euro. A questa conclusione è giunta un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA.

  • Nel Friuli Venezia Giulia i beneficiari sono 23,6 mila

Secondo i dati dell’Inps, i residenti nel friuli Venezia Giulia destinatari del RdC erano, ad agosto 2021, 23.664, pari a poco più di 12,2 mila nuclei famigliari. L’importo medio mensile erogato dall’Inps è di 471,6 euro. In pratica, i percettori del reddito sono pari all’1,9 per cento della popolazione presente nella regione più a est del Paese. Purtroppo, altri dati a livello territoriale non sono disponibili. Numeri,
comunque, che nulla hanno a che vedere con quelli della provincia di Napoli che, ad esempio, conta oltre 555 mila beneficiari che corrispondono al 18 per cento del totale della popolazione residente
nella provincia partenopea. Nel Friuli Venezia Giulia il territorio con il più alto numero di percettori è Udine che ne conta 9.108; seguono Trieste con 7.094, Pordenone con 4.127 e Gorizia con 3.335.
L’importo medio mensile più importante viene erogato a Pordenone: ogni nucleo famigliare riceve mediamente 477,6 euro al mese; seguono Trieste con 475,83 euro, Udine con 471,9 euro e Gorizia con
453,7 euro.

  • Ogni posto di lavoro creato costa 52 mila euro

Come si è arrivati a determinare il costo medio per persona pari a 52.000 euro ? A fronte di poco più di un milione di persone in difficoltà economica che, titolari del reddito di cittadinanza, ha manifestato la disponibilità a recarsi in ufficio o in fabbrica, gli ultimi dati disponibili ci dicono che in Italia solo 152 mila hanno trovato un posto di lavoro grazie al sostegno dei navigator 1 .
Ipotizzando che i titolari del RdC lo abbiano ricevuto per almeno un anno prima di entrare nel mercato del lavoro 2 , percependo così quasi 7 mila euro, possiamo stimare, spannometricamente, che l’Inps abbia sostenuto, per questi 152 mila nuovi occupati, una spesa di 7,9 miliardi di euro che, rapportata a ogni singolo neoassunto, è pari a 52.000 euro. Un costo, oggettivamente, eccessivo per un numero così
limitato di persone che, grazie al RdC, sono entrati nel mercato del lavoro. Intendiamoci; in Paese civile e avanzato chi si trova in uno stato di povertà ed esclusione sociale va aiutato, anche attraverso l’erogazione di un reddito di cittadinanza. Altra cosa è ipotizzare che un aiuto economico possa concorrere a far entrare nel mercato del lavoro il destinatario della misura. I dati appena descritti e quelli che illustreremo successivamente dimostrano il contrario. Secondo la CGIA, pertanto, chi è in difficoltà economica va assolutamente aiutato, ma per combattere la disoccupazione il RdC ha dimostrato di non essere uno strumento efficace.

  • In 2,5 anni spesi  19,6 miliardi

Dalla prima metà del 2019 – periodo in cui è entrato in vigore il RdC – fino alla fine di quest’anno, l’investimento dello Stato per questa misura ammonta a 19,6 miliardi3 : 3,8 nel 2019, 7,2 nel 2020 e 8,6 miliardi per l’anno in corso. Per il 2022 è prevista una spesa di 7,7 miliardi. E’ importante sottolineare che per l’anno 2019 e 2020 le cifre si riferiscono a quelle effettivamente spese, mentre per gli anni successivi si fa riferimento alle risorse stanziate.

  • Chi si “offre” ai navigator non ha esperienza lavorativa

Secondo l’ANPAL, le persone che percepiscono il RdC sono difficilmente occupabili. L’Agenzia, infatti, stima che la probabilità di rimanere disoccupato a distanza di 12 mesi sfiora il 90 per cento. Ciò è ascrivibile al fatto che questa platea di soggetti ha una insufficiente esperienza lavorativa alle spalle. L’INPS, infatti, analizzando lo storico contributivo di queste persone nella classe di età tra i 18 e i 64 anni, segnala che solo un terzo ha avuto un’occupazione in passato. Pertanto, spesso ci troviamo di fronte a soggetti a forte rischio di esclusione sociale, ovvero in condizioni di povertà economica e di grave deprivazione materiale. Trovare un lavoro a queste persone potrebbe addirittura costituire per loro un problema a causa del precario equilibrio psico-fisico in cui versano.

  • Solo 152 mila hanno trovato stabilmente un lavoro

Secondo i dati dell’Inps riferiti ad agosto 2021, le persone destinatarie del RdC erano 3,5 milioni, pari a poco meno di 1,5 milioni di nuclei famigliari. L’importo medio mensile erogato è di 579 euro. Tra questi 3,5 milioni di percettori del reddito, gli over 18 che hanno sottoscritto il Patto per il Lavoro (ovvero si sono resi disponibili a trovare un’occupazione), sono – secondo l’ANPAL – 1,15 milioni4 , mentre la Corte dei Conti sottolinea che coloro che hanno trovato un’occupazione stabile sono poco più di 152 mila5 .

  • Il 20% abita nelle province di Caserta e Napoli

I dati a livello provinciale ci dicono che nelle province di Caserta (147.036) e di Napoli (555.646) si concentrano complessivamente quasi 703 mila beneficiari del RdC. Se questi ultimi li rapportiamo al numero totale presente in Italia (3.550.342), in queste 2 province campane si concentra il 20 per cento circa dei percettori totali di questa misura. Come era prevedibile, altrettanto significativo è il numero di RdC erogati dall’Inps nelle grandi aree metropolitane: a Roma sono 240.065,  a Palermo 212.544, a Catania 169.250, a Milano 122.873, a Torino 104.638 e a Bari 92.233.

Foto: ANSA

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Economia

Lavoro: aumentate le assunzioni nei primi 7 mesi del 2021

Redazione

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Tra gennaio e luglio 2021 in Friuli Venezia Giulia si sono registrate 130.267 assunzioni (+27,2% rispetto al 2020 e -6,9% rispetto al 2019) e 108.667 cessazioni di rapporti di lavoro (+17,1% e -7,1%), con un saldo positivo pari a 21.600 unità, “quasi 12.000 posizioni di lavoro in più rispetto all’anno scorso e a ‘sole’ 1.328 unità dal 2019”. Soni i dati diffusi dall’Osservatorio regionale sul mercato e le politiche del lavoro con riferimento ai primi sette mesi dell’anno: “un primo bilancio che conferma il generale quadro di ripresa dell’occupazione in Fvg”.
   
Nel dettaglio, la crescita delle assunzioni è simile per maschi e femmine (+27% rispetto al 2020), anche se le posizioni di lavoro degli uomini (15.000 unità) superano quelle delle donne (6.598). Al momento la tendenza alla crescita è più marcata per i giovani tra i 15 e i 29 anni. Rispetto all’anno scorso – aggiunge l’Osservatorio – l’incremento delle assunzioni e la tendenza all’aumento delle posizioni di lavoro “è netta e intensa, mentre il recupero dell’occupazione dipendente rispetto al periodo pre-pandemia, è in linea con l’elevata crescita del Pil per il 2021 e il 2022 (+5%)”.
   
Negli ultimi tre mesi, afferma l’Osservatorio, le assunzioni “lorde” e al netto delle cessazioni hanno già
superato il livello del 2019 “ed è molto probabile che questo succeda anche ad agosto”. “La fase di espansione dell’economia dovrebbe portare il mercato del lavoro alla fase pre-pandemica entro la fine di quest’anno”, rileva Carlos Corvino, responsabile dell’Osservatorio.

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