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Cronaca

Ciclabili, pista “del Livenza” pronta entro inizio estate

Redazione

Stanno giungendo al termine i lavori di realizzazione della pista ciclabile lungo la ex Strada
provinciale 15 “del Livenza”, che collega la frazione di Cavolano in comune di Sacile con la frazione di Francenigo nel comune veneto di Gaiarine.

L’itinerario realizzato sviluppa una lunghezza complessiva di circa 1100 metri, di cui 830 nel territorio del Pordenonese e 270 in provincia di Treviso, interessando aree di proprietà provinciale e aree di proprietà privata che sono state acquisite attraverso procedura espropriativa.

In prossimità del ponte stradale esistente sulla Fossa Beuda è stata realizzata una nuova passerella lunga 18 metri in carpenteria metallica per dare continuità in sicurezza alla pista ciclabile.

In corso di esecuzione lavori, la Regione ha deciso di investire ulteriormente in questo territorio al confine con il Veneto, prevedendo di completare le opere lungo la ex Sp 15: verrà riasfaltata dalla rotatoria di Cavolano, punto di arrivo di un successivo intervento di asfaltature la cui gara d’appalto è
attualmente in corso di svolgimento, fino al confine friulano.

La situazione viabilistica nell’abitato di Cavolano vedrà, alla fine dei lavori che avverrà entro l’inizio dell’estate, una nuova e complessiva riqualificazione e messa in sicurezza del tratto stradale ex Sp 15 “del Livenza”.

“So che nel territorio si teme che quest’opera non venga conclusa – commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti – ma non c’è nessuna ragione di dubitare che rimanga incompiuta: conosco l’importanza di questa via ciclabile soprattutto sotto il profilo della sicurezza, non solamente per i residenti ma anche per tutti i cicloturisti. Per questo motivo – assicura l’assessore – è stata seguita con particolare attenzione ed impegno”.

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Cronaca

Giovane capriolo salvato a Lignano

Redazione

Questa mattina la squadra dei Vigili del fuoco del distaccamento volontario di Lignano(UD) ha eseguito un intervento congiunto con Carabinieri, Capitaneria di Porto e Polizia Locale per il soccorso e recupero di un giovane capriolo. L’animale che vagava per la cittadina balneare e arrivato fino all’arenile entrando anche in acqua. Bloccato dal personale degli enti intervenuti è poi stato preso in consegna da un veterinario e dal personale incaricato del recupero della fauna selvatica.

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Cronaca

Gorizia: scoperta in un’abitazione una raccolta di diverse sostanze stupefacenti destinate alla vendita

Redazione

Nei giorni scorsi il personale della Polizia di Stato in forza alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine ha convocato nei propri uffici un ventiseienne, residente a Cervignano del Friuli (UD), perché destinatario di un decreto di perquisizione delegata dal Pubblico Ministero di Udine nell’ambito di un procedimento penale per truffa.

Nella circostanza gli operatori hanno appreso dall’indagato che lo stesso era temporaneamente ospitato dal coetaneo T.A.W., abitante a Gorizia in località Busa dal Diau.

Il personale della Sezione P.G. di Udine si è recato dunque all’indirizzo indicato per compiere l’atto delegato informando nel contempo la Squadra Mobile della Questura di Gorizia, che ha subito inviato sul posto i propri agenti della Sezione Antidroga quando, aperta la porta dell’abitazione, è comparsa della marijuana lasciata in bella vista sul tavolo del salotto.

La Squadra Mobile e la Sezione P.G. di Udine hanno dunque iniziato una più approfondita perquisizione alla ricerca di ulteriore sostanza stupefacente e così sono emersi 75,27 grammi di funghi allucinogeni, 28,07 grammi di hashish e 1121,80 grammi di marijuana, 64 francobolli-dosi di LSD e numerose pastiglie di sostanza stupefacente che saranno sottoposte a ulteriori analisi chimiche di laboratorio per determinarne l’esatta composizione.

Nella camera da letto dell’abitazione è stato rinvenuto un grow box con a dimora dodici piante, otto di marijuana, due di oppio e due piante grasse cactus peyote contenenti presumibilmente mescalina, già etichettate per specie.

E’ stato inoltre rinvenuto e sottoposto a sequestro penale denaro contante per 6.760 euro, suddiviso in banconote da 50, 20, 10 e 5 euro, che si ritiene provento dell’attività di spaccio del giovane proprietario, allo stato disoccupato, diverso materiale utilizzato per il confezionamento e la suddivisioni delle dosi di droga, nonché una particolare pressa usata per comprimere la marijuana e ricavarne olio.

Al termine dell’attività investigativa T.A.W. è stato tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, la sua compagna convivente S.R. è stata indagata in stato di libertà per la medesima disposizione di legge mentre l’amico ospite B.D.F. è stato segnalato quale assuntore perché trovato in possesso di una modica quantità di hashish.

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Cronaca

Gorizia: salvati 36 cani di varie razze. Viaggiavano in condizioni disumane

Redazione

Trentasei cani di varie razze pregiate a bordo di un unico furgone, stipati in gabbie talmente piccole da non permettere il minimo, normale movimento.

È la scoperta fatta dalla polizia di Stato di Gorizia, che ha fermato per un controllo, presso l’ex valico di S. Andrea, un furgone italiano proveniente dalla Serbia: i colleghi del Reparto prevenzione crimine di Torino, aggregati di rinforzo, hanno proceduto all’esame del mezzo e, constatate le precarie condizioni di trasporto degli animali, lo hanno scortato presso la sede della Polizia di frontiera di «Casa Rossa» per più approfondite verifiche, svolte in collaborazione con personale della Polizia di frontiera e stradale di Gorizia e con i veterinari della locale azienda sanitaria.

Solo alcuni degli animali erano dotati di passaporto e microchip mentre altri risultavano privi di qualsiasi dato identificativo e di parte della documentazione sanitaria prevista. Inoltre è stato verificato che il trasporto dei cani – di cui 8 cuccioli dentro un’unica gabbia – veniva effettuato in condizioni incompatibili con il benessere animale, causando loro sofferenze.
Il furgone che li trasportava è stato ritenuto del tutto inidoneo al trasporto di un numero così elevato di cani, considerata soprattutto la lunga durata del viaggio che avrebbe dovuto poi proseguire verso diverse località italiane: alcuni dei cani, di grosse dimensioni, erano stati chiusi in gabbie talmente anguste da impedire loro la possibilità di poter mantenere una posizione eretta o distesa.

Nel corso degli accertamenti sanitari e di polizia è emerso che si trattava di cani di pregio, la maggior parte dei quali appartenenti a razze tipicamente utilizzate per la caccia, quali segugi, bracchi e setter inglesi, già dotati di certificazione estera attestante lo specifico addestramento venatorio ricevuto ed il cui valore di mercato, proprio in virtù delle specifiche caratteristiche, sarebbe di alcune migliaia di euro per animale. Il conducente del veicolo, un cittadino italiano già in precedenza coinvolto in un analogo episodio, è stato denunciato per la violazione delle norme sul trasporto ed introduzione di animali da compagnia, mentre tutti i 36 cani sono stati affidati alle cure dei veterinari del canile sanitario aziendale di AsuFc – di Udine, a disposizione della procura di Gorizia, che sta procedendo anche per il reato di maltrattamento di animali.

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