fbpx
Connettiti con noi

Cronaca

Giro d’Italia: Fedriga, evento che contribuisce a ripartenza Fvg

Redazione

“In un momento difficile come quello attuale che, a causa della pandemia, ha messo in ginocchio il turismo, eventi di portata mondiale come il Giro d’Italia possono contribuire in modo importante alla ripartenza della nostra regione”.

Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliaano Fedriga partecipando oggi a Gorizia alla presentazione delle tre frazioni della manifestazione ciclista più conosciuta al mondo, che farà tappa per tre giorni nel nostro territorio. Si incomincerà sabato 22 maggio con la Cittadella-Monte Zoncolan, mentre il giorno successivo sarà la volta della tappa tutta regionale con partenza da Grado e arrivo a Gorizia. La presenza in Friuli Venezia Giulia del Giro d’Italia si chiuderà il lunedì 24 maggio con il via da Sacile del “tappone” dolomitico che si chiuderà sotto il traguardo posto a Cortina.

Alla presenza dei sindaci di Gorizia Rodolfo Ziberna, di Grado Dario Raugna, del primo cittadino di Sutrio Manlio Mattia e di quelli di Sacile e Nuova Goriza Carlo Spagnol e Clemen Miclavic, Fedriga ha posto in evidenza il valore di una manifestazione sportiva che, in questa specifica edizione, “tirerà la volata” ad un altro evento internazionale.

“La tappa Grado-Gorizia – ha detto il governatore della Regione – è importante innanzitutto perché consentirà di presentare al pubblico collegato con 180 Paesi di tutto il mondo, un luogo poco conosciuto della nostra regione ma molto suggestivo qual è la laguna gradese. Inoltre l’arrivo posto in piazza della Vittoria nel capoluogo isontino rappresenterà l’evento per promuovere la Capitale europea della Cultura, che vedrà lavorare insieme Gorizia e Nova Gorica per l’evento calendarizzato nel 2025.
Questa collaborazione transfrontaliera è rispecchiata anche nel Giro, che sconfinerà nel circuito del Collio Brda, altra eccellenza che si candida ad essere patrimonio dell’umanità”.

Fedriga ha poi posto l’accento sul fatto che professionalità, competenza e grande apporto del volontariato hanno permesso di creare quella credibilità che rappresenta uno degli aspetti fondamentali grazie ai quali gli organizzatori del Giro d’Italia assegnano periodicamente al Friuli Venezia Giulia alcune tappe della manifestazione. “Infine non va dimenticato – ha concluso il governatore – la spinta innovatrice che Gorizia sta mettendo in campo da tempo, traguardando la città ad orizzonti lontani grazie alla capacità dei suoi amministratori che sanno mettere in campo soluzioni di lungo periodo che guardino al futuro”.

Dal canto suo il patron della manifestazione, Enzo Cainero, ha illustrato le tappe che toccheranno nell’arco di tre giorni gran parte del Friuli Venezia Giulia. Nella prima frazione la gara entrerà in Regione attraverso la “porta” di Caneva, per abbandonare la Destra Tagliamento sulla forcella del monte Rest.
Quindi il passaggio in Friuli e l’arrivo a Sutrio, da dove inizierà la scalata dello Zoncolan dal versante percorso per la prima volta nel 2003. Il giorno successivo, dopo la partenza da Grado, i corridori attraverseranno Aquileia e si immetteranno poi nel territorio isontino; quindi è previsto lo sconfinamento a Brda, dove verrà percorso per due volte un circuito al termine del quale i ciclisti scenderanno per passare a Nova Gorica e concludere la gara in piazza della Vittoria. Infine l’ultima
frazione in Friuli Venezia Giulia prenderà il via da Sacile lunedì 24 maggio.

Come spiegato da Cainero, l’organizzazione sta lavorando per definire in modo puntuale il modo in cui il pubblico potrà seguire la gara non solo lungo il tracciato ma anche alle partenze e arrivi. Il 15 maggio, al termine di una triplice riunione con le Prefetture di Gorizia, Udine e Pordenone, tenendo conto della situazione epidemiologica del momento in Friuli Venezia Giulia, potranno essere date indicazioni precise al riguardo. Si prefigura comunque un ingresso contingentato per garantire la sicurezza di tutti, spettatori e partecipanti alla manifestazione.

Cronaca

Covid: in Fvg continua il calo di ricoveri ordinari e terapie intesive

Redazione

Oggi in Friuli Venezia Giulia su 4.916 tamponi molecolari sono stati rilevati 68 nuovi contagi con una
percentuale di positività dell’1,38%. Sono inoltre 2.847 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 22 casi (0,77%). I decessi registrati sono 6, ai quali se ne aggiungono 2 pregressi, mentre i ricoveri nelle terapie intensive scendono a 21 e si riducono anche quelli negli altri reparti che risultano essere 157.

Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. I decessi complessivamente ammontano a 3.740, con la seguente suddivisione territoriale: 795 a Trieste, 1.989 a Udine, 668 a Pordenone e 288 a Gorizia. I totalmente guariti sono 90.257, i clinicamente guariti 5.533, mentre le persone in isolamento scendono a 6.309.

Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 106.017 persone con la seguente suddivisione territoriale: 20.889 a Trieste, 50.388 a Udine, 20.680 a Pordenone, 12.873 a Gorizia e 1.187 da fuori regione.

Gli approfondimenti di sabato 8 maggio

Nel dettaglio dei dati odierni sul Covid-19 in Friuli Venezia Giulia, nel settore delle residenze per anziani non è stato rilevato alcun caso di positività tra le persone ospitate nelle strutture regionali e non risultano esserci stati contagi tra gli operatori sanitari all’interno delle stesse strutture.

Sul fronte del Sistema sanitario regionale (Ssr) nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale si registra la positività di un infermiere e nell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina quella di un medico.

Continua a leggere

Cronaca

Vaccini: il 15 e 16 maggio 2mila dosi uniche a Villa Manin

Redazione

“Una grande giornata di sensibilizzazione e di promozione della vaccinazione, che associa alla possibilità di inoculare il vaccino alle persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni, anche la valorizzazione di un luogo simbolo della cultura regionale, ossia Villa Manin, dove verrà allestito per due giorni un hub in cui verranno somministrate le dosi di “Johnson&Johnson”.

A darne notizia è il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi il quale, insieme alla collega di giunta e assessore alla Cultura Tiziana Gibelli, ha programmato per il prossimo fine settimana una “due giorni” di vaccinazioni all’interno del complesso dogale codroipese. Al
momento si stanno definendo gli ultimi dettagli dell’operazione che dovrebbe consentire l’inoculazione di dosi a circa 2mila persone.

“Al pian terreno di Villa Manin – spiega il vicegovernatore – verranno allestite sei postazioni di vaccinazione, utilizzando il modello già collaudato nei diversi hub attivi da tempo in diverse parti della regione. Al suo interno, dalle 9 alle 19, potranno essere somministrate 1000 dosi di vaccino al giorno, grazie alla presenza di una cinquantina tra medici, infermieri e assistenti sanitari messi a disposizione dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. Chiunque abbia un’età compresa tra i 60 e i 79 anni potrà prenotare già da domani la vaccinazione attraverso i canali tradizionali del call center (0434/223522), cup, webapp e farmacie. Per l’occasione non mancherà il supporto dei volontari della Protezione Civile, i quali saranno impegnati a garantire l’aspetto logistico delle giornate”.

“La vera novità di questa operazione massiva codroipese – spiega ancora Riccardi – è data dal fatto che la Regione utilizzerà, per la circostanza, il vaccino Janssen (Johnson&Johnson), che prevede la somministrazione di una sola dose, senza necessità di doversi sottoporre ad una seconda inoculazione di richiamo. Inoltre chi appartiene alla categoria 60/79 anni e ha già prenotato la vaccinazione può disdirla per chiederne l’anticipazione in occasione delle due giornate di Villa Manin”.

“La scelta di operare in questo senso in uno dei luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia – conclude Riccardi – è legata al fatto che vogliamo dare un segnale forte di come il vaccino sia anche un fattore culturale; questa accezione va intesa nel senso più lato del termine e che deve trovare radicamento entro ognuno di noi quale azione per consentire di tornare al più presto verso la normalità”.

“D’intesa con il vicegovernatore Riccardi – spiega l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli – abbiamo scelto di compiere questa abbinata dando quindi un segnale concreto proprio in queste giornate di riapertura dei luoghi della cultura in Friuli Venezia Giulia. Villa Manin è di per sé iconico e uno dei più grandi patrimoni culturali della regione, certamente quello più indicato per dare vita a questa manifestazione dalla doppia valenza”.

“Nelle giornate del 15 e 16 maggio nel complesso dogale – aggiunge Gibelli – saranno visitabili le aree non interessate dalla vaccinazione, ovvero la cappella gentilizia, la scuderia con i nuovi quadri multimediali, la sala della stufa, l’esposizione sui Magredi nonché il parco monumentale. Nei prossimi giorni nel sito di Villa Manin saranno resi noti gli orari delle visite guidate. Per tutte le persone che il 15 e 16 maggio si vaccineranno nel complesso dogale – conclude l’assessore alla Cultura – è prevista una piccola sorpresa/omaggio che rimarrà come ricordo delle giornate”.

Continua a leggere

Cronaca

Violenza sessuale sulle nipoti, 14 anni al nonno orco

Redazione

Un pensionato, residente in provincia di Pordenone, è stato condannato a 14 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti delle due nipoti minorenni. La sentenza è stata pronunciata ieri dal Tribunale di Pordenone e ne dà notizia la stampa locale.

Secondo quanto è stato accertato, le violenze sono iniziate quando una delle nipoti aveva poco più di 13 anni. Le ragazzine erano state affidate all’anziano affinché vigilasse su di loro e le aiutasse nello svolgimento dei compiti scolastici. I giudici hanno anche disposto un ingente risarcimento patrimoniale.

Non sono stati forniti altri dettagli dell’uomo condannato, se non il fatto che risiede nel territorio di giurisdizione del Tribunale di Pordenone, per tutelare la vita privata delle vittime, che hanno denunciato i fatti molti anni dopo che erano accaduti, solo quando sono diventate maggiorenni. (ANSA)

Continua a leggere

UDINESETV LIVE

Facebook

Ultime News