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Harakiri Pordenone: la Salernitana vince 2-1 al Teghil ed inguaia i ramarri

Redazione

Si giocava per la Serie A diretta e per allontanarsi dai playout: insomma ci si giocava tanto al Teghil dove si sono affrontate questo pomeriggio Pordenone e Salernitana nel 35esimo turno di Serie B. E si complica ancora una volta la vita da solo il Pordenone che viene battuto dai campani per 2-1 all’ultimo secondo, ma davvero all’ultimo secondo.

Pronti via e l’inizio è subito in salita per i ramarri che dopo 7 minuti vanno sotto puniti dalla rete di Gondo che trova il quarto centro nelle ultime 3 partite e porta in vantaggio la Salernitana con uno splendido tocco morbido che scavalca Perisan. Da quel momento la squadra di mister Castori, assente per Covid, gioca una partita di attesa senza lasciare spazi al Pordenone che infatti fatica tantissimo a creare occasioni. Ci prova Ciurria di testa su cross di Mallamo ma la palla termina a lato. Questa occasione però sveglia la banda Domizzi che prima dell’intervallo ha un’altra chance: corner di Falasco, sponda di Scavone e girata di destro ancora di Ciurria e ancora fuori. Ma è un Pordenone che piano piano inizia a crescere anche se la prima frazione termina col punteggio di 0-1.

E nella ripresa i neroverdi decidono di premere ancora di più sull’acceleratore. Butic in avvio cerca il sinistro a giro, la palla è indirizzata all’angolino ma Belec vola e gli dice di no. Poi torna a farsi vedere in avanti la Salernitana: ottima palla per Gondo, sembra gol ma Vogliacco con un super intervento salva tutto. Al 68esimo arriva il gol del meritato pareggio: lo firma Misuraca con un bolide dalla distanza che sorprende Belec e si infila sotto l’incrocio. E adesso i padroni di casa credono nella rimonta perché vedono una Salernitana intimorita. E la rimonta per poco non viene completata: girata di Camporese sugli sviluppi di un calcio d’angolo e miracolo di Belec. L’arbitro concede 5 minuti di recupero e proprio quando stanno per scadere accade l’impensabile: intreccio di gambe fra Tutino e Barison con il difensore che frana sull’attaccante campano. Per Marini non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta proprio Tutino che non sbaglia e fa 1-2. E nel momento esatto in cui il pallone varca la linea di porta, l’arbitro fischia 3 volte mettendo fine alle ostilità. E’ una beffa incredibile per il Pordenone che adesso avrà due gare per cercare di rimanere distante dal Cosenza per evitare i playout. La Salernitana invece vola al secondo posto da sola e veda la Serie A.

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Cronaca

Violenza sessuale sulle nipoti, 14 anni al nonno orco

Redazione

Un pensionato, residente in provincia di Pordenone, è stato condannato a 14 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti delle due nipoti minorenni. La sentenza è stata pronunciata ieri dal Tribunale di Pordenone e ne dà notizia la stampa locale.

Secondo quanto è stato accertato, le violenze sono iniziate quando una delle nipoti aveva poco più di 13 anni. Le ragazzine erano state affidate all’anziano affinché vigilasse su di loro e le aiutasse nello svolgimento dei compiti scolastici. I giudici hanno anche disposto un ingente risarcimento patrimoniale.

Non sono stati forniti altri dettagli dell’uomo condannato, se non il fatto che risiede nel territorio di giurisdizione del Tribunale di Pordenone, per tutelare la vita privata delle vittime, che hanno denunciato i fatti molti anni dopo che erano accaduti, solo quando sono diventate maggiorenni. (ANSA)

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Cronaca

Belluno, donna di Tolmezzo travolta da una valanga

Redazione

Sulla Tofana di Rozes tre amici stavano affrontando, a piedi con i ramponi, il traverso che porta allo spallone, 200 metri sopra il Rifugio Giussani. Più alti rispetto al percorso consueto, si sono trovati però su di un cumulo di neve ventata che ha ceduto, trasportando per 150 metri una ragazza, A.C., 27 anni, di Tolmezzo (UD), che non aveva Artva con sé. Fortunatamente non è stata sommersa dalla neve ed è stata raggiunta dai compagni e da altre persone presenti. Sul posto sono arrivati l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino di Cortina e del Sagf con un’unità cinofila, portata in quota dell’elicottero dell’Air Service Center. La ragazza, con un sospetto trauma alla schiena, è stata quindi accompagnata all’ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso. I soccorritori hanno invece provveduto a bonificare la superficie con il passaggio del cane, Artva e Recco, escludendo la presenza di altri coinvolti. 

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Terrorismo: Zannier, bene Stato garantisca giustizia a vittime

Redazione

 “Nel momento in cui uno Stato riconosce che la viltà degli atti terroristici meritano di essere perseguiti,
non basta commemorare le vittime di tali atrocità ma è necessario che il percorso per rendere giustizia a chi ha perso la vita venga compiuto fino in fondo”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, intervenendo oggi a Pordenone in occasione della Giornata nazionale per le vittime del terrorismo interno e internazionale (che ricorre domani), manifestazione organizzata dall’Unione nazionale mutilati per servizio.

Alla presenza del vicesindaco di Pordenone Eligio Grizzo, del presidente provinciale dell’Unms Giorgio Romano e del presidente della sezione di Maniago dell’Associazione nazionale Autieri d’Italia, Salvatore Parisi, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha rimarcato la necessità che lo Stato porti sempre a compimento il percorso di giustizia per le vittime degli attentati, non solo come forma di equità morale, ma anche come atto di civiltà e di rispetto per coloro che sono rimasti privati dei propri affetti.

Facendo riferimento ai recenti atti di cronaca che hanno visto l’arresto degli ex terroristi italiani in Francia, Zannier ha affermato che “non potrà e non dovrà mai passare il concetto per il quale ad un vile atto terroristico non corrisponda, anche a distanza di anni, la dovuta giustizia. Uno Stato civile deve
perseguire questo obiettivo, assicurando ai tribunali quelle figure che per troppo tempo sono sfuggite ad un giusto processo in cui stabilire la realtà dei fatti. Va superato così quell’inqualificabile tentativo di giustificazione nei loro confronti, perpetratosi per troppo tempo”.

“Lo Stato – ha aggiunto ancora Zannier – quale atto morale, deve sempre rendere giustizia alle famiglie, ai figli e a tutti coloro che sono stati colpiti duramente dalle atrocità degli attentati, affinchè ciò sia da monito e scoraggi chi abbia ancora idee scellerate. Non va infatti dimenticato – ha concluso l’assessore
regionale – l’insegnamento di Primo Levi quando affermava che nonostante quanto sia già accaduto, non è detto che le menti non si possano nuovamente ottenebrare”.

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