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Cronaca

Truffa a Trieste: finta poliziotta si fa consegnare 30mila euro

Redazione

Truffatori all’opera ieri pomeriggio a Trieste. Nel primo caso hanno telefonato a una donna anziana spacciandosi per carabinieri dicendole che il marito aveva provocato un incidente stradale e che per pagare i danni ai veicoli coinvolti avrebbe dovuto pagare un somma da pattuire e che il ritiro del danaro sarebbe avvenuto dopo pochi minuti. Il marito, però, era in casa, accanto a lei, ha preso la cornetta e con scaltrezza ha riferito all’interlocutore che avrebbe allertato le forze dell’ordine. La comunicazione si è prontamente interrotta e la truffa non si è concretizzata.

Nel secondo caso, invece, i delinquenti hanno telefonato a un’anziana spacciandosi per poliziotti dicendole che il figlio aveva provocato un incidente che aveva anche cagionato la morte di alcuni bambini e che per non arrestarlo avrebbe dovuto consegnare al più presto una somma di 30 mila euro. Mentre la donna era ancora al telefono, si è presentata a casa una sedicente poliziotta con un’uniforme di colore nero, incaricata di ritirare una borsa con quanti più soldi e monili in suo possesso.
L’anziana ha eseguito quanto raccomandatole e ha consegnato quanto in suo possesso alla truffatrice che si è allontanata velocemente dalla zona di Gretta.
L’anziana ha telefonato alla figlia per spiegarle il fatto e si è resa conto di essere stata raggirata, truffata e derubata. Allertata la sala operativa della Questura, a nulla sono valse le ricerche estese in tutta la provincia.
L’insistenza nel chiedere il documento ha scoraggiato l’interlocutore, che ha accampato varie scuse e che, vista la parata, si è allontanata.

Si invitano tutte le persone a diffidare da simili comportamenti, messi in atto da individui che cercano di carpire la fiducia di soggetti deboli, come persone anziane o che vivono da sole, per mettere in atto truffe e raggiri. Al minimo sospetto e, comunque, per verificare situazioni che appaiono dubbie o anomali, si invita la cittadinanza a informare prontamente le Forze dell’Ordine – come fatto esemplarmente nel primo caso – e di non avere alcun timore nel segnalare questi episodi.

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Cronaca

Vaccini: il 15 e 16 maggio 2mila dosi uniche a Villa Manin

Redazione

“Una grande giornata di sensibilizzazione e di promozione della vaccinazione, che associa alla possibilità di inoculare il vaccino alle persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni, anche la valorizzazione di un luogo simbolo della cultura regionale, ossia Villa Manin, dove verrà allestito per due giorni un hub in cui verranno somministrate le dosi di “Johnson&Johnson”.

A darne notizia è il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi il quale, insieme alla collega di giunta e assessore alla Cultura Tiziana Gibelli, ha programmato per il prossimo fine settimana una “due giorni” di vaccinazioni all’interno del complesso dogale codroipese. Al
momento si stanno definendo gli ultimi dettagli dell’operazione che dovrebbe consentire l’inoculazione di dosi a circa 2mila persone.

“Al pian terreno di Villa Manin – spiega il vicegovernatore – verranno allestite sei postazioni di vaccinazione, utilizzando il modello già collaudato nei diversi hub attivi da tempo in diverse parti della regione. Al suo interno, dalle 9 alle 19, potranno essere somministrate 1000 dosi di vaccino al giorno, grazie alla presenza di una cinquantina tra medici, infermieri e assistenti sanitari messi a disposizione dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. Chiunque abbia un’età compresa tra i 60 e i 79 anni potrà prenotare già da domani la vaccinazione attraverso i canali tradizionali del call center (0434/223522), cup, webapp e farmacie. Per l’occasione non mancherà il supporto dei volontari della Protezione Civile, i quali saranno impegnati a garantire l’aspetto logistico delle giornate”.

“La vera novità di questa operazione massiva codroipese – spiega ancora Riccardi – è data dal fatto che la Regione utilizzerà, per la circostanza, il vaccino Janssen (Johnson&Johnson), che prevede la somministrazione di una sola dose, senza necessità di doversi sottoporre ad una seconda inoculazione di richiamo. Inoltre chi appartiene alla categoria 60/79 anni e ha già prenotato la vaccinazione può disdirla per chiederne l’anticipazione in occasione delle due giornate di Villa Manin”.

“La scelta di operare in questo senso in uno dei luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia – conclude Riccardi – è legata al fatto che vogliamo dare un segnale forte di come il vaccino sia anche un fattore culturale; questa accezione va intesa nel senso più lato del termine e che deve trovare radicamento entro ognuno di noi quale azione per consentire di tornare al più presto verso la normalità”.

“D’intesa con il vicegovernatore Riccardi – spiega l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli – abbiamo scelto di compiere questa abbinata dando quindi un segnale concreto proprio in queste giornate di riapertura dei luoghi della cultura in Friuli Venezia Giulia. Villa Manin è di per sé iconico e uno dei più grandi patrimoni culturali della regione, certamente quello più indicato per dare vita a questa manifestazione dalla doppia valenza”.

“Nelle giornate del 15 e 16 maggio nel complesso dogale – aggiunge Gibelli – saranno visitabili le aree non interessate dalla vaccinazione, ovvero la cappella gentilizia, la scuderia con i nuovi quadri multimediali, la sala della stufa, l’esposizione sui Magredi nonché il parco monumentale. Nei prossimi giorni nel sito di Villa Manin saranno resi noti gli orari delle visite guidate. Per tutte le persone che il 15 e 16 maggio si vaccineranno nel complesso dogale – conclude l’assessore alla Cultura – è prevista una piccola sorpresa/omaggio che rimarrà come ricordo delle giornate”.

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Cronaca

Violenza sessuale sulle nipoti, 14 anni al nonno orco

Redazione

Un pensionato, residente in provincia di Pordenone, è stato condannato a 14 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti delle due nipoti minorenni. La sentenza è stata pronunciata ieri dal Tribunale di Pordenone e ne dà notizia la stampa locale.

Secondo quanto è stato accertato, le violenze sono iniziate quando una delle nipoti aveva poco più di 13 anni. Le ragazzine erano state affidate all’anziano affinché vigilasse su di loro e le aiutasse nello svolgimento dei compiti scolastici. I giudici hanno anche disposto un ingente risarcimento patrimoniale.

Non sono stati forniti altri dettagli dell’uomo condannato, se non il fatto che risiede nel territorio di giurisdizione del Tribunale di Pordenone, per tutelare la vita privata delle vittime, che hanno denunciato i fatti molti anni dopo che erano accaduti, solo quando sono diventate maggiorenni. (ANSA)

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Cronaca

Belluno, donna di Tolmezzo travolta da una valanga

Redazione

Sulla Tofana di Rozes tre amici stavano affrontando, a piedi con i ramponi, il traverso che porta allo spallone, 200 metri sopra il Rifugio Giussani. Più alti rispetto al percorso consueto, si sono trovati però su di un cumulo di neve ventata che ha ceduto, trasportando per 150 metri una ragazza, A.C., 27 anni, di Tolmezzo (UD), che non aveva Artva con sé. Fortunatamente non è stata sommersa dalla neve ed è stata raggiunta dai compagni e da altre persone presenti. Sul posto sono arrivati l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino di Cortina e del Sagf con un’unità cinofila, portata in quota dell’elicottero dell’Air Service Center. La ragazza, con un sospetto trauma alla schiena, è stata quindi accompagnata all’ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso. I soccorritori hanno invece provveduto a bonificare la superficie con il passaggio del cane, Artva e Recco, escludendo la presenza di altri coinvolti. 

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