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Cultura

GradoJazz: XXXI Edizione dal 17 al 24 luglio

Redazione

Saranno otto, quest’anno, le serate di concerti per una platea che ancora una volta sarà gestita
in assoluta sicurezza: al Parco delle Rose saranno garantite distanze, sanificazioni e tutti i provvedimenti anti assembramento. A GradoJazz 2021, festival organizzato da Euritmica e diretto da Giancarlo Velliscig, con il sostegno del Comune di Grado, Regione FVG, PromoTurismo FVG, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, BCC Staranzano e Villesse e la collaborazione della G.I.T, ciò che non mancherà sarà soprattutto la grande musica.

Dal concerto-evento di Paolo Conte alla jazz-diva Dee Dee Bridgewater, passando poi – tra gli altri – per Ivan Lins, Brad Mehldau, Paolo Fresu, Enrico Rava&Danilo Rea,Tigran Hamasyan e gli Huun-Huur-Tu, l’edizione 2021 di Grado Jazz, che sarà anche quest’anno presentato dal conduttore radiofonico Max De Tomassi di Radio 1 Rai, media-partner del festival, si prepara ad essere davvero indimenticabile.

Il contesto, ancora una volta, sarà l’Arena del meraviglioso Parco delle Rose, a due passi dal mare di Grado, allestita con un grande palco e circa 2.000 poltroncine distanziate. Nuovamente presente anche l’angolo food&drinks con prodotti enogastronomici del territorio. Ma il festival quest’anno si sposterà anche in altri spazi della città.

L’apertura del Festival prevede, alle 18 di sabato 17 luglio al Cinema Cristallo, l’inaugurazione della mostra fotografica “Jazz Portraits”, con i ritratti delle stelle di trent’anni di Udin&Jazz attraverso lo sguardo dei fotografi AFIJ, Associazione Fotografi Italiani di Jazz, curata da Luca A. d’Agostino.
Con la musica si comincia poco dopo, all’Arena del Parco delle Rose, con una “Brazilian Night” ed il primo concerto affidato alla voce di Mafalda Minnozzi, cantante italiana vera star in Brasile e negli Stati Uniti, che salirà sul palco alle 19.30 con il suo progetto “SENSORIAL ESTATE”, insieme a Paul Ricci alla chitarra. Alle 21.30 si prosegue con il cantante, pianista e compositore brasiliano Ivan Lins, un fuoriclasse della musica brasiliana e internazionale le cui canzoni sono state interpretate da Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Barbra Streisand; Elis Regina e Michael Bublè (con cui ha anche
duettato).

Oltre ai concerti:

  • una grande novità di quest’anno sarà uno spazio interamente dedicato ai bambini: operatori dell’Associazione musicale PraticaMenteMusica terranno quotidianamente, tutte le mattine dal 19 al 23 luglio, laboratori per i piccoli dai 6 ai 10 anni, che avranno modo di avvicinarsi al magico mondo della musica e del jazz, dove l’esperienza sonora diverrà
    integrazione e comunicazione attraverso l’uso della voce, dell’espressione corporea e dello strumento.
  • grazie alla collaborazione con il Consorzio Grado Turismo, Travelone, GIT e PromoTurismo FVG saranno disponibili i pacchetti turistici “GradoJazz Blue in Green” che includeranno pernottamenti in hotel e camping, biglietti d’ingresso ai concerti e bonus esclusivi, alcuni dei quali dedicati agli appassionati di golf e ai ciclo-amatori che giungeranno a Grado attraverso la ciclovia Alpe Adria.
  • ritorneranno anche le passeggiate nella Grado della Mitteleuropa e in oasi naturalistiche curate dal FAI – Fondo Ambiente Italiano FVG, che lo scorso anno riscossero un grande successo, oltre a nuove iniziative e visite guidate realizzate assieme all’Associazione Italiana Giovani per l’Unesco FVG.

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Cultura

Premio Hemingway a Carlo Verdone: sabato 26 sarà a Lignano

Redazione

«È un grande regalo un premio che ha come padrino Ernest Hemingway: è stato un gigante, con quel suo modo di osservare ironico e vero, con quel suo stile così asciutto. Come una cinepresa che guarda attraverso un lungo piano sequenza …». Sono parole della video testimonianza che il regista Carlo Verdone ha consegnato al Premio Hemingway 2021, conferitogli nella categoria Testimone del nostro tempo “per aver saputo raccontarci, strappandoci travolgenti risate, i cambiamenti, i tic, le contraddizioni, ma anche i sentimenti e i sogni dell’Italia contemporanea”. L’incontro pubblico con Carlo Verdone al Premio Hemingway è programmato per sabato 26 giugno alle 17 al Cinemacity di Lignano Sabbiadorointorno ai temi del suo libro “La carezza della memoria”, edito Bompiani. Il regista sarà intervistato dal Presidente di Giuria del Premio, Alberto Garlini. E nella serata di sabato 26 giugno, nell’Arena Alpe Adria dalle 20, Verdone prenderà parte al talk di premiazione condotto da Marino Sinibaldi, insieme agli altri vincitori: la scrittrice Dacia Maraini per la Letteratura, lo scienziato Stefano Mancuso per l’Avventura del pensiero, l’artista Franco Fontana per la fotografia. «Ho letto due libri di Hemingway: sono “Il vecchio e il mare” e “Per chi suona la campana” – racconta ancora Carlo Verdone, nella video testimonianza che raggruppa anche gli altri vincitori 2021– Mi piacciono le figure che Hemingway tratteggia, uomini stoici e in apparenza molto forti, ma anche così fragili di fronte agli eventi della natura e della vita. Rileggendolo, è evidente in Hemingway la ricerca dell’uomo di fronte agli accadimenti della vita. E poi Hemingway mi ha molto inseguito – aggiunge Verdone – E’ successo due volte in Spagna: la prima a Pamplona, mentre ero seduto a un caffè. Il cameriere mi raggiunge e spiega che mi ero seduto proprio nel posto in cui Hemingway usava bere il suo tè … Qualche tempo dopo mi trovavo in un ristorante a Bilbao: di nuovo arriva il cameriere dicendomi che potevo considerarmi un uomo fortunato, perché proprio in quel tavolino, affacciato a quella finestra, pranzava sempre Hemingway … E adesso è arrivato questo Premio nel suo nome …».

Il 2 luglio 2021 sarà il 60° anniversario dalla scomparsa di Ernest Hemingway, che visitò Lignano nel 1954, neo insignito del premio Nobel, e subito la definì “Florida d’Italia”.  Oltre a Carlo Verdone, anche gli altri vincitori 2021 hanno raccontato il “proprio” Hemingway nelle video testimonianze consegnate al Premio: così, se i colori dei romanzi di Hemingway sembrano echeggiare nei celebratissimi scatti di Franco Fontana, lo scienziato Stefano Mancuso commenta lo stretto legame con la natura nelle opere di Hemingway: Penso che proprio questo sia uno dei temi principali nelle opere di Hemingway, il rapporto dell’uomo con la natura. «In ogni sua opera Hemingway manifesta interesse per luoghi selvaggi e non toccati dall’uomo – racconta Mancuso – Dalle descrizioni dei Paesi baschi alle savane della Tanzania all’ultimo grande ambiente del pianeta di cui Hemingway ha parlato, allora inesplorato: il mare». E la scrittrice Dacia Maraini lo ricorda come “un mito” e insieme come la scoperta degli anni giovanili, quando cominciò a leggere i suoi racconti «prima in Giappone, nei dintorni del fiume Karisawa, e poi accanto al mare della Sicilia, scoprendo il suo modo severo, visionario e insieme realistico di raccontare».

La 37^ edizione del Premio Hemingway prevede quattro incontri al Cinema City di Lignano Sabbiadoro: venerdì 25 giugno, alle 18, con l’artista Franco Fontana che converserà con lo storico dell’arte Italo Zannier, e alle 21 con Dacia Maraini in dialogo con il Direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta. Sabato 26 giugno alle 11.30 Stefano Mancuso sarà protagonista di una conversazione con il pubblico del Premio Hemingway dedicata a Plant revolution” in dialogo con la giornalista Simona Regina. Alle 17 l’incontro con il regista Carlo Verdone e alle 20 la cerimonia di premiazione nell’Arena Alpe Adria. Promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro, il Premio Hemingway è organizzato con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge. Prenotazioni sul sito www.premiohemingway.it, tutti gli incontri con gli autori e l’evento Gala di Premiazione potranno essere seguiti anche online in diretta streaming sui canali social ufficiali di Premio Hemingway e di pordenonelegge, e sui rispettivi siti web www.premiohemingway.it e www.pordenonelegge.it

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Cultura

Palmanova: ex caserma Gamerra ospiterà opere d’arte

Redazione

Affidata alla Soprintendenza per i beni culturali del Friuli Venezia Giulia, la caserma napoleonica Gamerra, inserita all’interno dell’ex caserma Montezemolo di Palmanova, verrà riutilizzata per ospitare reperti archeologici ed opere d’arte. Si tratta di uno degli edifici di grande valenza storica, inserito all’interno dell’ampio complesso dell’ex caserma Montezemolo, uno dei numerosi contenitori pubblici che costituiscono l’ossatura della città stellata di Palmanova. A firmare l’accordo la Soprintendente SABAP del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi e il Direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Fabio Pisa.

La consegna della Gamerra in uso governativo al MEC per allestire al suo interno spazi dedicati al patrimonio storico-artistico del territorio e dell’Italia in generale, segna un momento significativo: per Palmanova, dal 1960 monumento nazionale e di recente inserita anche nel patrimonio dell’umanità Unesco, si sta cercando di tracciare un disegno di riqualificazione complessiva che con la collaborazione di tutte le Amministrazioni coinvolte, centrali e locali, possa innescare un processo coerente ed efficace di recupero nel riuso dei diversi spazi pubblici non più utilizzati per le loro originarie funzioni e ridare loro vita con nuove attività e nuove prospettive.

La Soprintendente SABAP del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi: “L’idea è quella di fare un depositivo di reperti archeologici e opere d’arte della nostra regione. Dobbiamo però recuperare l’edificio: prima un utilizzo d’emergenza poi ci prenderemo cura di questo bellissimo edificio per farlo tornare al suo antico splendore”.

Fabio Pisa, Direttore regionale dell’Agenzia del Demanio: “Rilanciamo oggi i lavori del PUVaT, un progetto che individua alcuni scenari di possibile valorizzazione unitaria degli immobili pubblici non più utilizzati, per poi verificare quelli più in linea con le esigenze del territorio”.

Francesco Martines, Sindaco di Palmanova: “Un passaggio importante per valorizzare una delle tre caserme napoleoniche presenti a Palmanova. La Gamerra è una delle più belle e meglio conservate, con i due torrioni laterali ancora integri. Una struttura che vedere ora un progetto concreto di riqualificazione. Continueremo l’opera di recupero dei tanti beni non più utilizzati presenti in città. Un impegno che deve coinvolgere tanti soggetti, pubblici e privati, che, assieme, possono lavorare per ripensare questo grande patrimonio”.

L’Agenzia del Demanio, impegnata in questo percorso condiviso per contribuire a definire strategie e progetti che possano favorire un riuso sostenibile del patrimonio immobiliare pubblico presente sul territorio, ha sostenuto il PUVaT, una consultazione pubblica che ha coinvolto cittadini, istituzioni e professionisti volta a definire possibili scenari di riutilizzo di beni pubblici non più utilizzati.

La stessa Agenzia ha seguito e finanziato poi anche uno studio di sostenibilità tecnico-economica e giuridico-amministrativa proprio sui contenitori più imponenti e pregiati al centro di questo percorso di recupero, da cui sono emersi due principali filoni di valorizzazione: uno più orientato alla declinazione culturale e artistica e l’altro focalizzato su quella più scientifica e tecnologica con spazi dedicati a laboratori di ricerca e sperimentazione e innovazione tecnologica.

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Cultura

A Pordenone il parco di Villa Baschiera Tallon riapre le porte con il Drum Circle

Redazione

Il parco di villa Baschiera Tallon, a Pordenone, dopo la chiusura forzata apre le porte con un’iniziativa che l’omonima Fondazione, attualmente presieduta da Fulvia Mellina del Sooptimist club cittadino, ha organizzato proprio con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle il duro isolamento sociale del mesi scorsi: un progetto di “drum circle” offerto gratuitamente a chiunque voglia partecipare, senza limiti d’età: quattro incontri, con inizio giovedì 24 giugno, alle 17, nel segno di questa forma di musicoterapia che, grazie al potere del ritmo e del cerchio, riesce a migliorare il benessere psicofisico e a rendere creativa e affiatata una comunità.
Si tratta dunque di un’attività di facilitazione ritmica con il corpo e con gli strumenti a percussione, “un nuovo abbraccio della musica – sottolinea la presidente Mellina – e per rivivere le emozioni di parlare, ridere e comunicare in forma libera con il corpo e con la mente. Un progetto pensato nel pieno rispetto delle volontà  espresse nel tempo da Pia Baschiera e da Arrigo Tallon, per essere quanto più possibile vicini alla gente del nostro territorio, giovane e meno giovane, con sensibilità e disponibilità”.
Gli incontri dureranno circa un’ora e si terranno con cadenza quindicinale, aperti a ragazzi, adulti ed anziani, per un numero massimo di 35/40 persone, guidate dai professionisti della cooperativa sociale “Universi Musicali Onlus”. Gli obiettivi dell’attività sono la sperimentazione dell’importanza di atteggiamenti di ascolto e rispetto delle diversità, offrire l’occasione per creare insieme un prodotto sonoro/ritmico/musicale e aumentare la fiducia nelle proprie risorse.

Per prenotazioni e informazioni: segreteria@fondazionebaschieratallon, telefono: 0434 939811

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