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Mister Gotti ospite del Forum NATO di Villa Manin

Redazione

Il tecnico bianconero ha tenuto un discorso sul tema della leadership

Il tecnico bianconero Luca Gotti è intervenuto al XIV Forum Internazionale NATO dei Comandanti di Unità specializzate nella cooperazione tra Civili e Militari, alla conferenza per la cooperazione civili-militari tenuta a Villa Manin alla presenza dei comandanti e Ufficiali della Nato provenienti da tutto il mondo. Presente, in rappresentanza della squadra, anche il capitano Bram Nuytinck che ha salutato la platea a nome di tutti i calciatori bianconeri.
Il mister, che ha tenuto un discorso sul tema della leadership, ha commentato così l’esperienza.

Non ero mai stato a Villa Manin e l’ho trovato un posto bellissimo, che già da solo vale il gusto di questa giornata. Molto bella poi anche l’esperienza di confrontarsi con persone che vivono in ambiti molto diversi dal nostro e, magari, poco comprensibili per chi ha una vita da civile. Non ho avuto la  velleità di fare una lezione di leadership. Ho solo raccontato qualcosa delle mie esperienze e delle mie acquisizioni, giuste o sbagliate che siano, rispetto alla relazione fra le persone più che alla leadership in senso stretto. Ne è emerso un discorso che è stato apprezzato e di questo sono felice. La cosa che più mi rende onorato è stato tanto l’aver potuto portare e rappresentare l’Udinese in un contesto simile”.

Di seguito alcuni passaggi del suo intervento.

Una squadra di calcio di serie A ha un primo problema da affrontare, ovvero che su oltre 30 giocatori in rosa ne possono scendere in campo da inizio partita solamente 11 e questi giocatori non sono solo delle persone, ma costituiscono altrettante “aziende”, con avvocati, procuratori, famiglie, agenti. Ognuno di essi ha un fatturato come delle piccole multinazionali. I giocatori sono in competizione tra di loro, ma l’allenatore e lo staff hanno il compito di farli collaborare per ottenere un risultato. La prima domanda che mi pongo è che tipo di caratteristiche devono avere i collaboratori del mio staff per aiutarmi in maniera efficace e funzionale. Perché ciò possa avvenire, devo avvalermi di collaboratori che possano darmi un contributo di idee, coraggio e anticonformismo. Prima che bravi è importante che siano affidabili, perché in una squadra di serie A ci si trova a dover gestire parecchie informazioni sensibili. Una volta composto un gruppo di persone massimamente affidabili, allora si può dire che c’è una base di partenza importante per poter gestire un altro gruppo di persone (i giocatori).Il pubblico vede solo la punta dell’iceberg del nostro lavoro. Se si vuole ottenere successo bisogna necessariamente mettere a frutto tutti i momenti costituiti da errori e fallimenti che compongono la parte “non emersa”.Alcune decisioni possono essere prese con la riflessione, altre invece vanno prese d’istinto nel momento in cui succede qualche cosa. Le persone non si valutano quando le cose vanno bene, per questo penso che i momenti di tempesta siano indispensabili: è solo a quel punto che ci si rende conto che tipo di persone ci circondano. Istruzione ed educazione spesso sono due termini confusi tra loro, ma presentano delle differenze. Istruire indica un trasferimento del sapere, educazione significa invece trasmettere dei valori. Si comincia sempre con una base educativa, per poi aumentare sempre di più la componente dell’istruzione. In serie A, che è il massimo livello, la parte educativa è altrettanto importante: avere dei valori in comune serve ad affrontare insieme tutti i momenti, da quelli più positivi a quelli di tempesta. 

Cronaca

Cambia 2mila euro di banconote rovinate alla biglietteria automatica della stazione, denunciato per riciclaggio

Redazione

La Squadra di Polizia Giudiziaria della Polfer di Trieste, in collaborazione con la Sezione Polizia Ferroviaria di Udine, ha recentemente concluso un’operazione iniziata nel maggio scorso grazie ad una segnalazione giunta dalla Protezione Aziendale del Trenitalia S.p.A.

L’azienda aveva lamentato che presso le biglietterie automatiche della stazione di Udine, dalla fine di aprile, era stata rilevata la sospetta presenza di un numero elevato di banconote di grosso taglio in pessimo stato.

Le indagini di polizia, anche grazie alle registrazioni della videosorveglianza, hanno portato all’identificazione di un cittadino italiano di 66 anni, residente ad Udine e titolare di una piccola impresa, il quale si era recato più volte presso le emettitrici automatiche acquistando, per un importo complessivo superiore ai 2.000 euro, biglietti per piccole tratte. Ogni volta l’uomo inseriva banconote di grosso taglio molto logore ottenendo di resto denaro più facilmente spendibile. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Udine, gli agenti Polfer si sono recati presso l’abitazione del sessantenne ove, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti ulteriori 6.000 euro in banconote da 50 e 100 euro, tutte nello stesso precario stato di conservazione.

Il denaro, probabilmente danneggiato dall’umidità del luogo ove era stato riposto, è stato trattato con degli agenti chimici per eliminare la muffa e grossolanamente aggiustato con nastro adesivo.

Verosimilmente allo scopo di recuperarne il valore, il proprietario ha pensato dunque di “cambiare” i biglietti di banca presso la biglietteria automatica.

L’uomo, la cui situazione è ora al vaglio della Magistratura udinese è stato dunque denunciato a piede libero per il reato di riciclaggio e dovrà ora dimostrare la provenienza delle banconote in questione.

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Cronaca

388 autisti assenti, attivato piano per garantire trasporti

Redazione

“Per fare fronte all’emergenza causata dal Covid-19, le Prefetture, in stretta collaborazione con la Regione, hanno già attivato delle misure importanti per assicurare un regolare accesso ai poli scolastici da parte degli studenti delle scuole superiori sia attraverso i normali mezzi del Trasporto pubblico locale (Tpl) che con l’ausilio di servizi aggiuntivi realizzati anche con la partecipazione di vettori Ncc (Noleggio con conducente)”.

Lo ha affermato oggi in Consiglio regionale l’assessore ai Trasporti, Graziano Pizzimenti, rispondendo a una interrogazione dedicata a questi temi.

“Solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto legge 139, lo scorso 9 ottobre – ha sottolineato Pizzimenti -, sono maturate le condizioni per raccogliere le comunicazioni preventive di non possesso del Green pass da parte degli operatori del settore”.

“Anticipatamente all’entrata in vigore di tale provvedimento, l’Amministrazione regionale aveva già richiesto alle aziende di Tpl di organizzarsi per minimizzare eventuali impatti negativi determinati dalla presenza di personale non in possesso di Green pass. Inoltre – ha aggiunto l’assessore -, in stretto
coordinamento con le Prefetture, è stata attivata una raccolta dati per monitorare la situazione”.

“La riorganizzazione dei servizi da parte delle società Tpl Fvg scarl e delle aziende consorziate, attuata sulla base di questi dati, ha determinando infatti la soppressione di un numero consistente di corse ma ha comunque garantito a tutti i territori i necessari collegamenti per servizi scolastici”.

“Dal 15 ottobre – ha rivelato Pizzimenti – nei giorni feriali sono state cancellate 2.313 corse pari al 19,7 per cento di quelle complessive a causa del consistente numero di assenze registrate fra gli autisti: ben 388 pari al 27,8 per cento del totale. Assenze giustificate sia dalla mancanza del Green pass che a malattie e ad altre motivazioni”.

“Per quanto riguarda i trasporti ferroviari – ha precisato l’esponente della Giunta -, l’autosostituzione dei servizi sulle linee Sacile-Maniago e Udine-Cividale ha consentito al momento di assicurare la regolarità delle corse”.

“Sui rimborsi ai viaggiatori – ha affermato Pizzimenti in conclusione -, trattandosi di un contratto tra vettore e viaggiatore nel rispetto di normative europee e italiane, la tematica è di competenza e viene gestita direttamente dalle aziende di trasporto pubblico”.

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Accadde Oggi | Cudicini

Redazione

Il 20 ottobre 1935 nasce a Trieste Fabio Cudicini ex portiere dell’ Udinese dal 1955 al 1958 in cui ha totalizzato 30 presenze tra serie B e serie B. Suo padre, Guglielmo, è stato anch’egli un calciatore (terzino), cresciuto nel Ponziana, poi ha militato nella Triestina (compagno di squadra di Nereo Rocco), nel Prato, ancora nella Triestina, nel Bassano, per chiudere la carriera nel 1939 nella squadra con cui l’aveva iniziata, la Ponziana. Fabio Cudicini da ragazzo era anche una promessa del tennis, ha fatto parte della nazionale juniores, ma ad un certo punto doveva decidere se proseguire con la racchetta oppure dedicarsi interamente al calcio come poi farà. E’ giunto a Udine nel 1955 con i bianconeri nel frattempo retrocessi in B a tavolino per un illecito consumatosi nel maggio del 1953. Nell’ Udinese era il terzo portiere dopo Gianni Romano e Luigi Geatti. Ha debuttato a 19 anni, esattamente il 18 marzo 1955 in Udinese-Brescia 3-0, cavandosela egregiamente tanto che l’allenatore Giuseppe Bigogno lo fece partire titolare l’anno dopo con l’ Udinese nuovamente in A. Cudicini, che era il portiere più alto d’Italia, con i suoi 191 centimetri, è rimasto a Udine sino al luglio del 1958 per poi passare alla Roma con cui nel 1960-61 ha vinto la Coppa delle Fiere. Nel 1963-64 si è aggiudicato anche la Coppa Italia per poi essere ceduto nel 1966 al Brescia dove è rimasto un solo anno (18 presenze). Sembrava che la sua carriera fosse giunta al capolinea, invece Nereo Rocco, suo concittadino, allenatore del Milan, gli ha dato fiducia, lo ha voluto nella squadra rossonera forse per fare da chioccia agli altri estremi difensori milanisti. Ben presto però Cudicini si è posto in evidenza, è diventato titolare. Soprattutto si è esaltato come uno dei migliori portieri a livello internazionale ed è stato anche soprannominato Ragno Nero non solo per la sua divisa tutta nera, ma per le sue splendide parate. Con il Milan ha vinto lo scudetto 1967-68, la Coppa delle Coppe sempre in quella stagione esaltandosi a Manchester contro l’United nelle gare di ritorno vinta dal Milan per 1-0 grazie soprattutto alle incredibili parate del portierone triestino. L’anno dopo Cudicini è ancora la saracinesca del Milan che si aggiudica la Coppa Campioni battendo in finale l’Ajax per 4-1; vince nel 1969 la Coppa Intercontinentale e si aggiudica la Coppa Italia 1971-72 per poi chiudere con il calcio. Riassumendo nel palmares del portiere triestino ci sono uno scudetto, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa delle Fiere, una Coppa Intercontinentale. Ha disputato 30 gare di campionato con l’ Udinese, 165 con la Roma, 18 con il Brescia e 127 con il Milan.
Non ha mai difeso la porta della nazionale azzurra anche perché allora gli estremi difensori dell’Italia, Enrico Albertosi e Dino Zoff davano validissime garanzie all’allora ct, Ferruccio Valcareggi

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