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Udinese

Udinese, verso Napoli con carica ed entusiasmo

Redazione

Verso Udinese-Napoli con carica ed entusiasmo. Entusiasmo da parte della squadra, che ha ripreso la preparazione dopo due giorni di riposo, ed entusiasmo da parte dei tifosi che lunedì sera riempiranno gli spalti della Dacia Arena. Prosegue infatti a ritmo spedito la vendita dei tagliandi: i posti in tribuna centrale sono andati esauriti con la sola prevendita dedicata agli abbonati, che si concluderà alla mezzanotte di oggi. Dalle 10 di domani scatta invece la vendita libera presso i botteghini di via Candolini e sul portale online di TicketOne e concrete sono le possibilità di andare verso il tutto esaurito, ovvero verso il riempimento dello stadio al 50% della capienza massima.

L’aria che tira attorno al gruppo bianconero insomma è positiva. I tifosi hanno apprezzato quelle che è stata la miglior partenza in campionato negli ultimi 10 anni, e riconoscono in questo l’impronta del condottiero Luca Gotti. Il mister, dal canto suo, pensa a evitare facili entusiasmi concentrandosi sul lavoro quotidiano e sulla creazione di quello spirito di gruppo che è stato anche alla base del suo intervento nella conferenza dei comandanti Nato tenutasi in mattinata a Villa Manin. “Costruire una base di valori in comune tra giocatori e staff – ha detto Gotti – è importante per poter affrontare nel modo più efficace tanto i momenti migliori quanto quelli di tempesta”.

Dalle parole ai fatti, nel pomeriggio i bianconeri sono tornati – come si diceva – a sudare sui campi del Bruseschi, dove quest’oggi era presente anche Gino Pozzo per seguire la squadra da vicino. Tra gli assenti della gara con lo Spezia, Isaac Success ha svolto un allenamento personalizzato in attesa di riunirsi al gruppo dopo la febbre gastrointestinale che lo aveva colpito tra venerdì e sabato. Si lavora per portare i nuovi arrivati verso un pieno inserimento nelle dinamiche di gioco. Come già avvenuto domenica al Picco, ci sarà bisogno anche di loro nel duro ciclo che, tra Napoli, Roma e Fiorentina, proporrà ai bianconeri tre partite nell’arco di sei giorni.

Udinese

Termina 4-0 l’amichevole Udinese-Chions

Redazione

UDINESE-CHIONS 4-0 (pt 2-0) Marcatori: pt 5’, 18’ Pussetto (U), st 18’ Arslan (U), 28’ Samardzic (U) Note: Due tempi da 30 minuti. 

UDINESE (4-2-3-1): Padelli (st 1’ Santurro); Soppy, De Maio, Zeegelaar, Molina (st 1’ Udogie); Arslan, Jajalo; Samardzic, Pereyra, Forestieri; Pussetto. A disposizione: Fedrizzi, Maset, Ianesi. All. Gotti CHIONS primo tempo (4-3-3): Gasparotto; Tomasini, Tomasi, Boskovic, Vittore; Consorti, Andelkovic, Voltasio; Serrago, Valenza, Crivaro. CHIONS secondo tempo (4-3-3): Gasparotto; Sakaieva, De Cecco, Trentin, Stojanovic; Borgobello, Fraschetti, Coulibaly; Hadraoui, Musumeci, Zannier. All. Barbieri  

Arbitro: Della Pietra di Tolmezzo Assistenti: Radivo e Sacchetto 

Finisce 4-0 l’amichevole infrasettimanale disputata dall’Udinese contro il Chions al centro sportivo Bruseschi.
Gotti torna a sperimentare la difesa a 4 dopo il test di dieci giorni fa col Tabor Sezana. In difesa Molina è adattato a terzino sinistro, con Soppy a destra e la coppia centrale composta da De Maio e Zeegelaar. Davanti l’unica punta è Pussetto, supportato da Samardzic, Pereyra e Forestieri, i due centrali sono Arslan e Jajalo.A sbloccare il risultato è Pussetto che al 5’ ribatte a rete la conclusione di Forestieri respinta da Gasparotto. L’argentino trova poi il raddoppio al 18’: l’azione è ispirata da Samardzic che innesca Pereyra, il Tucu poi si invola sulla destra fino al limite dell’area piccola e serve Pussetto che deve solo spingerla in rete.Nei 30 minuti di ripresa entra Udogie al posto di Molina e inverte la propria posizione con Soppy che si sposta dunque sulla sinistra. Rispetto al primo tempo i bianconeri concedono qualche spazio in più al Chions, che colpisce anche due pali, ma resta particolarmente propositiva in fase offensiva e arrotonda il punteggio con le reti di Arslan e Samardzic. Bravo il turco-tedesco al 48’ a scattare sul filo del fuorigioco e a superare Gasparotto con un pallonetto, mentre il classe 2002 al 58’ trova il gol con una conclusione angolata portandosi la palla sul mancino.

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Accadde Oggi | Massimiliano Caniato

Redazione

Il 19 ottobre 1967 nasce a Sesto San Giovanni Massimiliano Caniato, ex portiere dell’Udinese dal 1993 al 1995 e dal 1996 sino al dicembre del 1997. Caniato, cresciuto nell’Inter con cui ha vinto nel 1986 il Torneo di Viareggio, sembrava un predestinato. Nel 1987 ha fatto anche parte della nazionale under 20 che ha partecipato ai mondiali di categoria, ma nella sua carriera è stato condizionato non poco da una serie di problemi fisici. A livello professionistico ha militato nel Licata, 1987-88, poi Oltrepò, Alessandria, Monza (ha vinto la Coppa Italia semi pro nel 1990-91) per rientrare nel 1991 all’Inter proprietaria del suo cartellino. Gli allenatori della formazione nero azzurra, dapprima Corrado Orrico poi Luis Suarez però non lo hanno mai fatto debuttare in A e l’anno dopo l’Inter lo ha ceduto (sempre a titolo temporaneo) al Venezia, in serie B, dove Caniato ha evidenziato buone qualità difendendo la porta dei lagunari 25 volte. Nell’estate del 1993 il portiere è passato all’Udinese, assieme all’attaccante Marco Delvecchio, quale parziale contropartita per Francesco Dell’Anno. L’allenatore dei bianconeri è Azeglio Vicini che è subentrato ad Albertino Bigon e l’ex ct della nazionale inizialmente dà fiducia a Graziano Battistini. Vicini però dopo sei giornate viene esonerato e responsabile tecnico diventa Adriano Fedele che il turno successivo, il 3 ottobre 1993, gara casalinga con il Lecce (2-1 per i bianconeri) fa debuttare Caniato che difende la porta bianconera per altre quattro giornate. Poi gli è fatale la sfida casalinga con il Genoa, vittoria del Grifone per 4-0, per cui Fedele ripropone tra i pali Battistini. Per l’Udinese non c’è nulla da fare, alla fine retrocederà in B e l’anno dopo, a novembre 1994, Fedele viene rimpiazzato da Giovanni Galeone. Il titolare è sempre Battistini; Caniato è il secondo, ma non ha fortuna, deve  rimanere out per alcuni infortuni, il dodicesimo diventa Sergio Marcon. Poi la fortuna sembra sorridere a Caniato, trova nuovamente spazio (Udinese-Palermo, 0-0 del 19 marzo 1995), ma deve accontentarsi ancora delle briciole. In due anni colleziona appena 10 presenze in campionato. Nell’estate del 1995, con l’avvento di Alberto Zaccheroni, passa al Torino, disputa 15 incontri di campionato, ritorna a Udine l’anno dopo, ma ancora una volta è frenato dagli infortuni e nel mercato di gennaio 1998 passa al Chievo, nel luglio dello stesso anno approda al Chiasso per chiudere la carriera nella Pro Patria nel 2002.Complessivamente con l’ Udinese ha disputato 16 gare di campionato .Massimiliano Caniato come tecnico ha guidato ha allenato Varese, Borgomanero, ancora Varese, Stresa.

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Daniele Padelli a “Udinese Tonight”

Redazione

Daniele Padelli, portiere bianconero, è stato l’ospite della puntata di questa sera di Udinese Tonight. Ecco le sue parole:

<<La gara di ieri contro il Bologna è stata una partita particolare, divisa in due parti. Il primo tempo non lo abbiamo affrontato nel migliore dei modi e avremmo meritato di prendere goal. Nell’intervallo ci siamo confrontati e abbiamo reagito. Questo è un bel segnale, vuol dire che la squadra ha carattere.

Tra primo e secondo tempo non è successo niente di particolare, però quando un giocatore sa che può fare di più incita i compagni. I 15 minuti dell’intervallo sono indispensabili perché ti permetto di pensare e ricaricarti, in questo modo sei pronto a tornare in campo carico per giocare gli ultimi 45 minuti. 

Cambiare il modulo? Dal punto di vista tattico non so se siamo ancora pronti. Dal punto di vista dei giocatori sicuramente, abbiamo tanti giocatori forti. Ci sono tante opportunità di gioco e noi dobbiamo trovare la nostra strada. A mio avviso dobbiamo prima stabilizzarci bene e sfruttare le nostre migliori qualità. Il mister a fine primo tempo ieri ha insistito molto nel rientrare e attaccare. 

Oggettivamente mi sembra prematuro parlare di svolta. È un gruppo un po’ nuovo, bisogna dare il tempo ad alcuni ragazzi di sentirsi la titolarità addosso perché giocare da titolari in Serie A è diverso. Dobbiamo essere pazienti e fidarci dei giocatori, nessuno scende in campo per perdere. I numeri lasciano il tempo che trovano, è il carattere di chi scende in campo in campo. Due dei 7 goal sono arrivati da ragazzi che avevano iniziato la partita in panchina. Questo vuol dire che sono determinati. È ancora presto per parlare punto più e punto meno.

L’espulsione del Tucu può capitare. Da lui magari non te lo aspetti perché è un giocatore di esperienza, però il calcio non è una scienza e queste cose possono succedere. 

Parlando da portiere secondo me andava fischiato il fallo nel goal di Beto. Se il portiere non riesce a dare lo slancio con il ginocchio non può saltare. E un portiere senza salto non può parare. 

Beto mi piace perché è un attaccante strutturato. Mi piace molto il suo carattere, non molla mai. A mio avviso ha tante qualità e lavora tanto per migliorarle. È un soggetto importate per il futuro della squadra.

Il mio ruolo nello spogliatoio? Ho 36 anni, diversi anni di calcio alle spalle e ho vissuto diversi spogliatoi. Quando arrivi ad una certa età ti metti a disposizione in toto, sia sul campo sia fuori, per la squadra. Alcuni giocatori vanno spronati un po’ di più, alcuni in un modo particolare e questo è il mio ruolo. 

Silvestri è veramente forte, secondo me l’Udinese ha fatto un acquisto incredibile. È un ottimo ragazzo, un lavoratore, ha qualità importanti e ci ha salvato in diverse occasioni>>.

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