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Sport

Enrico Iodice a Udinese Tonight

Redazione

Enrico Iodice, match analyst bianconero, è stato l’ospite della puntata di questa sera di “Udinese Tonight”.

Queste le sue dichiarazioni:

<<Il lavoro del match analyst è quello di essere in sinergia con il lavoro dell’allenatore. Per match analysis si intende uno studio il più oggettivo possibile di tutto quello che accade all’interno del rettangolo verde, nello specifico lo studio della prestazione per elaborare contenuti di lavoro. Questi contenuti vengono condivisi prima con il mister e poi con la squadra per poi essere trasferiti in campo. Un’altra area di lavoro del match analyst è l’analisi dell’avversario che consente di individuare la strategia di gara.

In riferimento alla costruzione dal basso tutto dipende dalla pressione che fa l’avversario. Se una squadra viene a prenderti in parità numerica c’è la possibilità di essere più diretti, invece ci sono squadre che non vengono in parità numerica e in questo caso si può valutare la costruzione dal basso.

Nel gruppo di lavoro c’è uno scambio continuo di informazioni, poi alla fine l’allenatore prende le decisioni. Mister Gotti è un ottimo ascoltatore, vuole che siamo molto diretti, alle volte abbiamo idee diverse ma la decisione finale è la sua e noi lo supportiamo sempre.

Il mio lavoro inizia quando termina la partita. Nel post gara vanno preparati i contenuti da utilizzare il giorno dopo durante gli allenamenti. Si tratta di contenuti da condividere con l’intera squadra e contenuti che poi verranno condivisi con il singolo giocatore.

Lo sport si sta aprendo alla specializzazione nei vari contesti e questo vale anche per il calcio. Ci sono preparatori specializzati che si occupano di un solo aspetto, ci sono i preparatori dei portieri e così via. A mio avviso bisogna cercare di non perdere i talenti e le particolarità di ogni giocatore perché il bello del calcio è proprio questo.

Per quanto riguarda i dati ci sono una serie di parametri che abbiamo deciso di tenere sotto controllo e che indirizzano il nostro lavoro. Questi parametri, come ad esempio la concretezza offensiva (serve a dare l’idea di quanto la squadra è efficace nella metà campo avversaria), indicano l’andamento del lavoro della squadra. Individuare il parametro che non va così bene serve per indirizzare il lavoro. Tutti questi dati vengono estrapolati da alcuni software. Ci concentriamo su alcuni parametri che sono importanti per noi ma che magari non lo sono per altri.

Come per tutte le decisioni, il Mister decide il modulo di gioco. L’atteggiamento da avere contro un avversario o l’altro sono cose che ribadiamo quotidianamente a tutti poi il Mister decide la strategia di gara.

Quest’anno la società è stata molto brava ad arrivare su dei talenti puri che hanno portato una ventata di entusiasmo. Per noi è un piacere accompagnarli verso questo percorso di crescita collettiva e individuale. Per prima cosa cerchiamo di trasferire una certa cultura del lavoro, per ognuno di loro vengono individuati gli aspetti da migliorare. Il ragazzo si deve concentrare giornalmente per migliorare e per raggiungere il livello richiesto dal campionato italiano. Un’altra cosa che cerchiamo di trasmettere è l’atteggiamento, principalmente nei confronti di loro stessi. Devono arrivare al campo ogni mattina motivati, non devono cercare alibi e devono provare a risolver i problemi. Se il ragazzo è coinvolto migliorerà.

Le statistiche del singolo giocatore sono limitate perché misurano solo i tocchi palla e un giocatore in media, durante una partita, tocca palla per un minuto e mezzo. Walace è un grande recuperatore di palloni.

Ogni allenatore con cui ho lavorato mi ha lasciato qualcosa di importante, quello con cui mi sono trovato meglio è Luca Gotti>>.

news

Il J44 Luli si aggiudica sia la Punta Faro Cup, che la Juris Cup

Redazione

Una bella giornata di sole ha caratterizzato la manifestazione organizzata dallo Yacht Club Lignano

A Lignano Sabbiadoro, grazie all’organizzazione dello Yacht Club Lignano, si è disputata una bella e assolata edizione – la sedicesima – della Punta Faro Cup, manifestazione velica da diporto valevole anche come 13^ Juris Cup, riservata a quelle imbarcazioni d’altura open e Diporto, con un avvocato in equipaggio.  Dopo una partenza con circa 8 nodi di borino la flotta si è diretta con gli spinnaker issati verso la boa 1, proseguendo con un bordo più a stringere verso la boa 2, posizionata a Lignano Pineta, dove purtroppo il vento è inesorabilmente calato. Dopo una “bolla” di non vento che solo le prime imbarcazioni sono riuscite a gestire meglio, verso le 15 è entrata una leggera termica da sud che ha fatto ripartire le barche ancora in regata, mentre le prime via via stavano tagliando il traguardo (ridotto ad un giro). Con un bel recupero il J44 Luli, con Ludovica Menegolo (CV Vicenza) grande protagonista, ha realizzato una bella doppietta aggiudicandosi sia la Punta Faro Cup, che la Juris Cup, andando a vincere la classifica overall in tempo reale della Punta Faro Cup (e della classe Alfa), nonchè la Juris Cup, calcolata in tempo compensato. Secondo posto della Punta Faro Cup e anche della Juris Cup del First 47.7 Doge Ferrigo di Riccardo Muz dello Yacht Club Lignano, terzo l’R30 Capita, dell’Associazione Tillaventum, impegnata con disabili a bordo. Il Comet 455 Lady Killer di Fulvia Francavilla (CNA Adriatica) si è aggiudicata la terza posizione della Juris Cup. 
Al di là delle posizioni della classifica finale rimane la bella giornata trascorsa tra vela, sole, amicizie a bordo, così come spesso sono gli eventi organizzati dallo Yacht Club Lignano, in cui la convivialità e il piacere di condividere la passione della vela rimangono valori fondamentali di tutte le attività del circolo. Ora l’attenzione si sposta al Campionato Autunnale della Laguna che, partendo da domenica 14 novembre, prevede la disputa di 4 tappe, di cui due – quella del 14 e del 21 novembre- valide per il Circuito Autunnale Narc.

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Enduro, trionfo mondiale per Macoritto in Francia

Redazione

Successo francese nel mondiale Enduro Gp 2021 per Lorenzo Macoritto, nell’ultima gara della stagione di domenica 17 ottobre a Langeac nell’alta Loira. Il pilota di San Daniele alfiere del Moto Club Manzano, in sella alla Tm 250 ufficiale del Team Boano, conquista la sesta vittoria stagionale tra gli Junior. Dopo la gara del sabato, dove alcune cadute lo hanno escluso dalle posizioni di vertice, il pilota friulano si è rifatto la domenica con una gara da subito all’attacco, vincendo 7 delle 9 prove speciali disputate, precedendo il compagno di squadra Matteo Pavoni sulla Tm 300, neocampione del Mondo Junior staccato di 28”. Terza posizione per il britannico Jed Etchells su Fantic, giunto con un ritardo di 47” da Macoritto. Quarta piazza per lo spagnolo Bernar Cortes su Gas Gas, seguito dallo svedese Max Ahlin
su Husqvarna.
Va in archivio una stagione molto positiva per Lorenzo Macoritto, che mette in bacheca un titolo Mondiale a squadre, conquistato con la nazionale italiana Junior alla sei giorni, un secondo posto nel mondiale Junior con la vittoria iridata della classe J1, ed il sigillo nel campionato Italiano nella in classe 250 2T, conquistata nell’ultima tappa di Maniago a settembre. Ora un meritato riposo, per poi iniziare una nuova stagione da protagonista, sulla scena internazionale dell’enduro.

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Pordenone, ufficiale il ritorno di Tedino

Redazione

Adesso è ufficiale: come comunicato dalla nota del club neroverde, Bruno Tedino è a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Pordenone. Per Tedino si tratta della terza avventura sulla panchina dei ramarri dopo quella vissuta dal 1999 al 2001 e la più recente dal 2015 al 2017. Con il tecnico di Treviso, entrano a far parte dello staff tecnico anche l’allenatore in seconda Carlo Marchetto e il collaboratore tecnico Alcide Di Salvatore. Il nuovo mister è stato comunicato a due giorni dall’esonero di Rastelli, avvenuto nell’immediato post partita di Pordenone-Ternana con le dure critiche del presidente Mauro Lovisa. Non è certo tutta colpa di Rastelli se la situazione è questa. E infatti Lovisa si è assunto anche le sue responsabilità, gliene va dato atto.
E’ chiaro che il Pordenone ha avuto due matrimoni infelici nel giro di pochissimo tempo. E adesso la scelta è ricaduta su Tedino, considerato l’uomo in grado di poter portare quella serenità che serve dopo settimane di tempesta. Ma la crisi, è una crisi da lontano. Lo sa la società, lo sanno i tifosi: tutto è cominciato con la cessione di Diaw, per poi proseguire con l’esonero forse frettoloso di Tesser e con la conseguente altra cessione di Ciurria fino ad arrivare alle due scelte rivelatesi errate di prendere Paci prima e Rastelli poi. Sia chiaro, le cessioni erano necessarie per le finanze di un club che non ha grossi aiuti esterni. Restano i dubbi però sulle scelte dei sostituti: si poteva assolutamente fare meglio. Una discesa agli inferi che deve necessariamente interrompersi adesso con Tedino. Sembra l’uomo giusto. Dev’essere l’uomo giusto. Altrimenti sarà Serie C.

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