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Accadde Oggi – Il 13 ottobre 1977 nasce Antonio Di Natale

Redazione

Buon compleanno Totò! Oggi Antonio Di Natale compie 44 anni essendo nato a Napoli il 13 ottobre 1977. L’ex attaccante bianconero (è stato anche capitano) va considerato il più grande calciatore dell’Udinese di tutti i tempi. Lo dicono i numeri. Dal 2004-05 al 2015-16 ha segnato 191 reti in serie A (209 complessivamente sommando anche le reati realizzate con l’Empoli). Si è aggiudicato per due anni consecutivi la classifica del miglior bomber, nel 2009-10 con 29 reti, l’anno successivo con 28, oltre ad aver segnato più di venti gol per quattro anni di seguito (dal 2009-10 al 2012-13). Alcune sue invenzioni, la straordinaria bellezza di alcuni gol non hanno nulla da invidiare alle magie di Pelè e Maradona, i più grandi di sempre.

Totò è anche il calciatore più fedele alla maglia bianconera in campionato, 385 gare disputate, nelle Coppe Europee, 37. Solamente in Coppa Italia è superato dal suo ex capitano, Valerio Bertotto che di gare ne ha collezionate 36 contro le 23 del partenopeo.

E’ pure il miglior goleador bianconero in Coppa Italia, 23 e nelle Coppe Europee, 17.

IL DEBUTTO TRA I PROF – Il suo debutto nel mondo professionistico porta la data del 26 gennaio 1997 in Empoli (squadra dove è cresciuto) -Cremonese 0-0. Fu quella l’unica apparizione del partenopeo in quel campionato. Al termine della stagione Di Natale fu parcheggiato all’Iperzola (C2) che era allenato da un altro ex bianconero, Marino Perani segnando il suo primo gol il 21 dicembre 1997 sul campo del Tolentino. (L’Iperzola vinse 2-0). Poi giocò anche nel Varese e nel Viareggio per poi rientrare a Empoli prima di prendere la strada di Udine.

IL PRIMO GOL – Totò lo ha segnato il 21 dicembre 1997 sul campo del Tolentino. L’Iperzola vinse per 2-0 e Totò andò a bersaglio al 45′ del primo tempo raddoppiando il gol segnato al 18′ dalla punta centrale Massimo Mezzini che ritroverà a Udine nel 2007-08 quale vice allenatore di Pasquale Marino.

LA PRIMA RETE IN A – L’attaccante l’ha messa a segno il 15 settembre 2002, gara inaugurale del torneo, a Como. Il match si concluse sul 2-0 per l’Empoli dove Totò nel frattempo era rientrato per fine prestito dal Viareggio. Quella domenica l’attaccante segnò la seconda rete al 14′ della ripresa.

Nella sua parentesi empolese in A ha disputato 60 incontri impreziositi da 18 reti.

IL PRIMO CENTRO IN BIANCONERO – Totò (che ha disputato la prima gara non ufficiale con l’Udinese il 4 settembre 2004 contro l’Ascoli sconfitto per 1-0, gol di Cribari, rimanendo in campo 51′) lo ha effettuato alla seconda giornata (19 settembre 2004) del campionato 2004-05. A Udine era di scena il Parma che fu travolto per 4-0 e Di Natale aprì le marcature al 15′ del primo tempo (le altre reti furono realizzate nella ripresa da Jankulovski su rigore, da Di Michele e da Fava). In quella stagione Totò dovette accontentarsi di un bottino abbastanza magro per lui, 7 reti che in seguito lieviterà notevolmente: 8 l’anno successivo, 11 nel 2006-07, 17 nel 2007-08, 12 la stagione successiva che per lui si chiuse il 28 marzo 2009 a Podgorica in occasione della sfida Macedonia-Italia quando si infortunò seriamente al ginocchio destro per poi rifarsi con gli interessi l’anno successivo realizzando 29 reti vincendo il titolo di miglior bomber per poi bissare nel 2010-11 questo successo personale con 28 centri. Nel 2011-12 e nel 2012-13 segna complessivamente 46 reti, 23 per ciascuno campionato, mentre un anno ha ha dovuto “accontentarsi” di 17 gol realizzati scesi a 14 nel torneo 1914-15 e due nel torneo 2015-16, quello del commiato dal calcio giocato.

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Accadde Oggi | Cudicini

Redazione

Il 20 ottobre 1935 nasce a Trieste Fabio Cudicini ex portiere dell’ Udinese dal 1955 al 1958 in cui ha totalizzato 30 presenze tra serie B e serie B. Suo padre, Guglielmo, è stato anch’egli un calciatore (terzino), cresciuto nel Ponziana, poi ha militato nella Triestina (compagno di squadra di Nereo Rocco), nel Prato, ancora nella Triestina, nel Bassano, per chiudere la carriera nel 1939 nella squadra con cui l’aveva iniziata, la Ponziana. Fabio Cudicini da ragazzo era anche una promessa del tennis, ha fatto parte della nazionale juniores, ma ad un certo punto doveva decidere se proseguire con la racchetta oppure dedicarsi interamente al calcio come poi farà. E’ giunto a Udine nel 1955 con i bianconeri nel frattempo retrocessi in B a tavolino per un illecito consumatosi nel maggio del 1953. Nell’ Udinese era il terzo portiere dopo Gianni Romano e Luigi Geatti. Ha debuttato a 19 anni, esattamente il 18 marzo 1955 in Udinese-Brescia 3-0, cavandosela egregiamente tanto che l’allenatore Giuseppe Bigogno lo fece partire titolare l’anno dopo con l’ Udinese nuovamente in A. Cudicini, che era il portiere più alto d’Italia, con i suoi 191 centimetri, è rimasto a Udine sino al luglio del 1958 per poi passare alla Roma con cui nel 1960-61 ha vinto la Coppa delle Fiere. Nel 1963-64 si è aggiudicato anche la Coppa Italia per poi essere ceduto nel 1966 al Brescia dove è rimasto un solo anno (18 presenze). Sembrava che la sua carriera fosse giunta al capolinea, invece Nereo Rocco, suo concittadino, allenatore del Milan, gli ha dato fiducia, lo ha voluto nella squadra rossonera forse per fare da chioccia agli altri estremi difensori milanisti. Ben presto però Cudicini si è posto in evidenza, è diventato titolare. Soprattutto si è esaltato come uno dei migliori portieri a livello internazionale ed è stato anche soprannominato Ragno Nero non solo per la sua divisa tutta nera, ma per le sue splendide parate. Con il Milan ha vinto lo scudetto 1967-68, la Coppa delle Coppe sempre in quella stagione esaltandosi a Manchester contro l’United nelle gare di ritorno vinta dal Milan per 1-0 grazie soprattutto alle incredibili parate del portierone triestino. L’anno dopo Cudicini è ancora la saracinesca del Milan che si aggiudica la Coppa Campioni battendo in finale l’Ajax per 4-1; vince nel 1969 la Coppa Intercontinentale e si aggiudica la Coppa Italia 1971-72 per poi chiudere con il calcio. Riassumendo nel palmares del portiere triestino ci sono uno scudetto, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa delle Fiere, una Coppa Intercontinentale. Ha disputato 30 gare di campionato con l’ Udinese, 165 con la Roma, 18 con il Brescia e 127 con il Milan.
Non ha mai difeso la porta della nazionale azzurra anche perché allora gli estremi difensori dell’Italia, Enrico Albertosi e Dino Zoff davano validissime garanzie all’allora ct, Ferruccio Valcareggi

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Termina 4-0 l’amichevole Udinese-Chions

Redazione

UDINESE-CHIONS 4-0 (pt 2-0) Marcatori: pt 5’, 18’ Pussetto (U), st 18’ Arslan (U), 28’ Samardzic (U) Note: Due tempi da 30 minuti. 

UDINESE (4-2-3-1): Padelli (st 1’ Santurro); Soppy, De Maio, Zeegelaar, Molina (st 1’ Udogie); Arslan, Jajalo; Samardzic, Pereyra, Forestieri; Pussetto. A disposizione: Fedrizzi, Maset, Ianesi. All. Gotti CHIONS primo tempo (4-3-3): Gasparotto; Tomasini, Tomasi, Boskovic, Vittore; Consorti, Andelkovic, Voltasio; Serrago, Valenza, Crivaro. CHIONS secondo tempo (4-3-3): Gasparotto; Sakaieva, De Cecco, Trentin, Stojanovic; Borgobello, Fraschetti, Coulibaly; Hadraoui, Musumeci, Zannier. All. Barbieri  

Arbitro: Della Pietra di Tolmezzo Assistenti: Radivo e Sacchetto 

Finisce 4-0 l’amichevole infrasettimanale disputata dall’Udinese contro il Chions al centro sportivo Bruseschi.
Gotti torna a sperimentare la difesa a 4 dopo il test di dieci giorni fa col Tabor Sezana. In difesa Molina è adattato a terzino sinistro, con Soppy a destra e la coppia centrale composta da De Maio e Zeegelaar. Davanti l’unica punta è Pussetto, supportato da Samardzic, Pereyra e Forestieri, i due centrali sono Arslan e Jajalo.A sbloccare il risultato è Pussetto che al 5’ ribatte a rete la conclusione di Forestieri respinta da Gasparotto. L’argentino trova poi il raddoppio al 18’: l’azione è ispirata da Samardzic che innesca Pereyra, il Tucu poi si invola sulla destra fino al limite dell’area piccola e serve Pussetto che deve solo spingerla in rete.Nei 30 minuti di ripresa entra Udogie al posto di Molina e inverte la propria posizione con Soppy che si sposta dunque sulla sinistra. Rispetto al primo tempo i bianconeri concedono qualche spazio in più al Chions, che colpisce anche due pali, ma resta particolarmente propositiva in fase offensiva e arrotonda il punteggio con le reti di Arslan e Samardzic. Bravo il turco-tedesco al 48’ a scattare sul filo del fuorigioco e a superare Gasparotto con un pallonetto, mentre il classe 2002 al 58’ trova il gol con una conclusione angolata portandosi la palla sul mancino.

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Accadde Oggi | Massimiliano Caniato

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Il 19 ottobre 1967 nasce a Sesto San Giovanni Massimiliano Caniato, ex portiere dell’Udinese dal 1993 al 1995 e dal 1996 sino al dicembre del 1997. Caniato, cresciuto nell’Inter con cui ha vinto nel 1986 il Torneo di Viareggio, sembrava un predestinato. Nel 1987 ha fatto anche parte della nazionale under 20 che ha partecipato ai mondiali di categoria, ma nella sua carriera è stato condizionato non poco da una serie di problemi fisici. A livello professionistico ha militato nel Licata, 1987-88, poi Oltrepò, Alessandria, Monza (ha vinto la Coppa Italia semi pro nel 1990-91) per rientrare nel 1991 all’Inter proprietaria del suo cartellino. Gli allenatori della formazione nero azzurra, dapprima Corrado Orrico poi Luis Suarez però non lo hanno mai fatto debuttare in A e l’anno dopo l’Inter lo ha ceduto (sempre a titolo temporaneo) al Venezia, in serie B, dove Caniato ha evidenziato buone qualità difendendo la porta dei lagunari 25 volte. Nell’estate del 1993 il portiere è passato all’Udinese, assieme all’attaccante Marco Delvecchio, quale parziale contropartita per Francesco Dell’Anno. L’allenatore dei bianconeri è Azeglio Vicini che è subentrato ad Albertino Bigon e l’ex ct della nazionale inizialmente dà fiducia a Graziano Battistini. Vicini però dopo sei giornate viene esonerato e responsabile tecnico diventa Adriano Fedele che il turno successivo, il 3 ottobre 1993, gara casalinga con il Lecce (2-1 per i bianconeri) fa debuttare Caniato che difende la porta bianconera per altre quattro giornate. Poi gli è fatale la sfida casalinga con il Genoa, vittoria del Grifone per 4-0, per cui Fedele ripropone tra i pali Battistini. Per l’Udinese non c’è nulla da fare, alla fine retrocederà in B e l’anno dopo, a novembre 1994, Fedele viene rimpiazzato da Giovanni Galeone. Il titolare è sempre Battistini; Caniato è il secondo, ma non ha fortuna, deve  rimanere out per alcuni infortuni, il dodicesimo diventa Sergio Marcon. Poi la fortuna sembra sorridere a Caniato, trova nuovamente spazio (Udinese-Palermo, 0-0 del 19 marzo 1995), ma deve accontentarsi ancora delle briciole. In due anni colleziona appena 10 presenze in campionato. Nell’estate del 1995, con l’avvento di Alberto Zaccheroni, passa al Torino, disputa 15 incontri di campionato, ritorna a Udine l’anno dopo, ma ancora una volta è frenato dagli infortuni e nel mercato di gennaio 1998 passa al Chievo, nel luglio dello stesso anno approda al Chiasso per chiudere la carriera nella Pro Patria nel 2002.Complessivamente con l’ Udinese ha disputato 16 gare di campionato .Massimiliano Caniato come tecnico ha guidato ha allenato Varese, Borgomanero, ancora Varese, Stresa.

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