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Economia

Fvg, meno autonomi e più lavoro nero

Analisi del centro studi della CGIA di Mestre: tra botteghe e negozi il Covid ha lasciato sul terreno 500 attività. Aumenta il lavoro nero.

Ormai è una lenta agonia quella che sta vivendo il mondo del lavoro
autonomo. Gli effetti economici provocati dal Covid sono stati molto
pesanti. In Friuli Venezia Giulia (FVG), dalla fine del 2019 allo stesso
periodo del 2021, le due categorie più importanti che caratterizzano il
popolo delle partite Iva, vale a dire gli artigiani e i piccoli
commercianti titolari di attività di vendita al dettaglio 1 , sono diminuite
complessivamente di 488 unità, di cui 266 piccoli negozi (-2,8%) e
222 botteghe artigiane (-0,8%). Se poco più di 2 anni fa in regione
c’erano oltre 27.700 imprese artigiane, all’inizio di quest’anno sono
scese a poco più di 27.500. Pesante anche la contrazione registrata
dai piccoli negozi commerciali. Prima della pandemia erano quasi
9.600, due anni dopo sono scesi a poco più di 9.300. A dirlo è l’Ufficio
studi della CGIA.
A livello provinciale la situazione più critica in FVG si è verificata a
Trieste. Se negli ultimi 2 ultimi anni gli artigiani del capoluogo
regionale sono rimasti lo stesso numero, i piccoli negozi sono crollati
dell’8,9% (-168). Male anche Gorizia: -1,2% gli artigiani (-30), -3,7%
i negozianti al dettaglio (-41). Si segnala, altresì, che quando si
analizza la nati mortalità delle imprese, il dato di stock non coglie un
aspetto importante.

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