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Cronaca

Wartsila, manifestazione contro il taglio del personale

Sono circa 700 le persone convenute questa mattina al presidio organizzato dai lavoratori della Wartsila di Trieste, in piazza della Borsa, organizzato in occasione dello sciopero di 8 ore indetto in tutti gli impianti del Gruppo in Italia (Genova, Napoli, Taranto e Cuneo).
La pacifica manifestazione è perdurata fino alle ore 12:00, venendo gremita da numerosi lavoratori dello stabilimento triestino, da rappresentanti sindacali e da gente comune in segno di solidarietà.

Nei giorni scorsi l’azienda finlandese, a sorpresa, aveva annunciato la cessazione della produzione dei motori navali nello stabilimento di Trieste, con il conseguente licenziamento di 450 persone, circa metà degli occupati dell’impianto.
“Abbiamo bisogno della solidarietà della città di Trieste”, chiedono dal palco.

La drammaticità dei licenziamenti è stata fissata in un flash mob, durante il quale i lavoratori hanno deposto a terra i propri cappellini, in ordine, davanti al palco.


Fabio Kanidisek della Rsu Fim Cisl ha spiegato che l’intento è “far capire all’azienda che dietro la loro decisione ci sono 450 persone, simboleggiate da questi cappelli, che sono i cappelli anche dei loro figli, dei loro mariti e delle loro mogli. In fabbrica oggi è entrata una sola persona. Il presidio fuori dall’azienda continua, non deve uscire un chiodo finché non otterremo delle risposte”.

“I cappellini non devono stare per terra, ma sulla testa della gente, al lavoro”, gli ha fatto eco Antonio Rodà (Uilm).
“La città è stata deindustrializzata, si tratta di un bollettino di guerra. Trieste così si impoverisce e si spopola, se ne vanno via le persone attive, rimangono solo i pensionati”, ha sostenuto infine il segretario provinciale della Fiom Cgil Marco Relli. (ANSA)

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