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Accadde Oggi – Severino Feruglio

Il 20 settembre 1919 nasceva a Udine Severino Feruglio, ex calciatore e allenatore dell’Udinese. Cresciuto nelle giovanili della squadra bianconera, ha debuttato in prima squadra nel torneo di Serie B 1939-40 nel ruolo di centro mediano, che allora agiva da regista in mezzo al campo. Col tempo è diventato uno dei difensori più forti delle zebrette, abile nel gioco aereo, dotato di discreta tecnica, in campo si distingueva per la sua generosità. Dal punto di vista agonistico era un esempio per tutti, anche se a volte esagerava. È rimasto in bianconero sino al 1946 quando lo ha voluto il Livorno, che allora militava in nella massima serie, con cui ha disputato 17 incontri. Rimase nella squadra toscana una sola stagione, poi, assunto dal Catasto di Udine, ritorna all’Udinese. Fu anche promosso capitano e fu tra i protagonisti della duplice promozione dalla Serie C alla A, dal 1948 al 1950, disputando in quelle due stagioni 66 gare. Poteva contare soprattutto sulla fiducia del presidente Giuseppe Bertoli, contitolare delle Ferriere di Molin Nuovo. Bertoli nel marzo del 1952, con la squadra che da una posizione tranquilla stava pericolosamente scivolando verso i bassi fondi, gli affidò la responsabilità del collettivo, dopo aver esonerato l’allenatore Guido Testolina. Feruglio, nella duplice veste di allenatore-giocatore riuscì a salvare i bianconeri. In segno di riconoscenza il presidente bianconero a fine stagione gli regala il cartellino e Feruglio accettò l’offerta della Triestina, dove nella stagione successiva disputò 30 gare in A, per poi chiudere la sua carriera, caratterizzata da 266 presenze in campionato con l’ Udinese. Nella speciale classifica dei calciatori più fedeli alla maglia bianconera occupa il sesto posto, preceduto da Totò Di Natale 385 presenze, Valerio Bertotto 336, Pietro Zampa 328, Giampiero Pinzi 305 e Luigi Zorzi 280. 

Nell’annata 1953-54 ottenne il patentino di allenatore e nel 1954-55 guidò la Triestina in A. L’anno dopo, a partire dalla ventiduesima giornata siede sulla panchina del Novara, sempre in A, prendendo il posto di Giuseppe Ottina. Dopo essere rimasto fermo una stagione, nel novembre del 1958 il presidente dell’Udinese, Dino Bruseschi, genero di Giuseppe Bertoli, lo chiama a sostituire Luigi Miconi con i bianconeri che occupano la penultima posizione e Feruglio, adottando il catenaccio con Sergio Manente battitore libero, riesce a evitare la retrocessione in B. Al termine della stagione viene riconfermato, ma ha scarsa fortuna e dopo 6 giornate nel torneo 1959-60, con l’Udinese che in classifica ha tre punti, rassegna le dimissioni sostituito da Giuseppe Bigogno. 

Quella bianconera ormai non è più la squadra rivelazione che sapeva reggere il confronto con le grandi, capace di conquistare il secondo posto nel 1954-55 e il quarto nel 1956-57 e nel 1962 retrocede in B; addirittura in C al termine del torneo 1963-64. La società è oberata di debiti; Giuseppe Bertoli ne diviene Commissario, richiama Severino Feruglio alla guida delle zebrette, ma le cose non vanno per il verso sperato. L’ Udinese rischia addirittura di retrocedere in D, con Feruglio che un paio di mesi prima della fine del torneo è costretto a lasciare la panchina per motivi di salute. Non allenerà più per dedicarsi alla sua attività di imprenditore.

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